Partiamo dal presupposto che la pandemia continua ad avere forti effetti sul cinema, tra questi il rimando a data da destinarsi di quasi tutti i grandi film o i cosiddetti blockbuster che dovevano uscire in questo periodo, per evitare disastri economici al botteghino. Si tratta di una brutta situazione per le sale a cui mancano le punte di diamante degli incassi del weekend, ma una possibile opportunità per quei piccoli film che sarebbero stati soffocati da questi colossi, tra i quali ci sono film italiani d’autore come “Notturno” di Gianfranco Rosi ma anche pellicole di genere fuori tempo massimo come “Il giorno sbagliato”.

Riscoprendo un filone ormai sepolto, quello del maniaco che dopo un diverbio insegue la propria vittima rendendole la vita un inferno, Derrick Borte crea un film slasher che pare uscito dagli anni 80.

Russell Crowe, evidentemente cambiato dai tempi de “Il Gladiatore”, si impegna il giusto per dare vita ad un uomo qualunque, soppresso dall’esistenza. Questo dopo aver subito, a parer suo, l’ennesimo affronto, decide di prendersela con una donna incrociata per strada, perseguitando lei e le persone che ama.

Il film di per se non ha nulla di speciale, ma proprio nel suo essere fuori tempo massimo colpisce, sembrando arrivare da un’altra epoca e ricordando tutti quei film che Tiziano Sclavi rimodellava e rendeva moderni nel suo Dylan Dog. Non il tipico film che consiglierei in questa rubrica, ma se siete nostalgici di quelle storie di genere anni 80 piene di azione e violenza e volete dare una mano alle sale in difficoltà, questo film è una buona opportunità per coniugare la due cose.

Federico Depetris

 

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