Espletate le pratiche burocratiche, sono state finalmente fissate le date per la veglia e il funerale di Andrea Grosso, scomparso prematuramente lo scorso 13 novembre all’Ospedale San Giovanni di Torino.

Venerdì 25 novembre alle ore 20.30 sarà recitato il rosario nella chiesa parrocchiale Spirito Santo di Pinerolo. Nella stessa chiesa sabato 26 il vescovo Derio presiederà il funerale alle ore 10.30. La Messa di settima sarà sabato 3 dicembre alle ore 18.

ADDIO, ANDREA

Andrea Grosso inizia la sua esistenza cinquanta anni fa. Nasce a Pinerolo con una malattia poco comune: la spina bifida, una patologia invalidante che non permette di deambulare normalmente e che lo priva della sensibilità agli arti inferiori. La sua infanzia trascorre tra le cure amorevoli di mamma Piera, già in Paradiso, di papà Gino e della sorella Patrizia. Svolge i suoi studi a Pinerolo e da bambino inizia a domandarsi come mai non poteva fare tutto quello che fanno gli altri ragazzi. Andrea non ha mai amato i termini moderni come “diversamente abile”. Diceva: «Io non sono diversamente abile. Io proprio non cammino!» Ma col tempo impara a conoscere le sue potenzialità. Lavora al mattino all’Ospedale Agnelli di Pinerolo all’ufficio Cartelle Cliniche. E ogni mattina ci va in auto. La sua auto. La mitica Punto bianca appositamente attrezzata per guidarla con le mani. Ogni mattina Andrea carica la sua carrozzella su cui sedeva da quando era piccolo e andava al lavoro. La famiglia si trasferisce molti anni fa in Piazza Sabin. Lì c’è l’ascensore ed è comodo il garage. Fino a un anno fa, quando lui e suo padre vivono la tragedia dello scoppio della palazzina. Andrea sapeva affrontare le difficoltà con la forza dell’uomo di fede. Una fede che ha rinvigorito e amato dagli anni ’90 quando conosce il Centro Volontari della Sofferenza.  Raccontava sempre di quando non abitava ancora in piazza Sabin e Maria Grazia e Mario lo andavano a trovare facendosi portare in braccio fino al quarto piano dove alloggiava allora. Un gesto che lo ha profondamente colpito e gli ha aperto gli occhi sulle sue potenzialità di ammalato soggetto attivo nella società e nella Chiesa. Questo è il carisma affidato al Beato Luigi Novarese, fondatore del Centro Volontari della Sofferenza, che Andrea ha fatto suo fino al midollo. Attualmente era Presidente del CVS Pinerolo, carica che a breve, alle nuove elezioni desiderava lasciare per dedicarsi di più all’incontro personale con i malati e le persone. Alla sorella Patrizia è stato detto che «hai un fratello condiviso». Una osservazione più che pertinente: Andrea era il fratello di tutti. Tutti quelli che lo hanno conosciuto e che in questi giorni hanno inviato messaggi di cordoglio ricordano il suo sorriso splendente. Il suo abbraccio stritolante e le sue battute a raffica, quasi imbarazzanti a volte, che lo rendevano oltremodo simpatico. Andrea aveva il dono di incontrare senza giudicare. Spesso alla gente l’incontro con un disabile crea disagio. Andrea no. Spiazzava con la sua ironia e la sua autoironia. In breve si era come in famiglia con lui. Una cosa che non amava molto era quando la gente vedendolo in carrozzina gli diceva «oh poverino, ti aiuto. Faccio io». Lui sapeva i suoi limiti e le sue potenzialità e voleva metterle a frutto. Era anche un grande giocatore di scacchi e oltre alle partite con gli amici aveva dedicato del tempo in parrocchia a insegnare il gioco ai bambini durante le estate-ragazzi.

Andrea era anche un personaggio pubblico. Andando al supermercato con lui non si riusciva mai a fare la spesa in breve perché a ogni passo qualcuno si fermava a salutarlo e fare due parole. Oltre al lavoro nel Centro Volontari della Sofferenza, Andrea si è sempre dedicato alla sua comunità parrocchiale dello Spirito Santo. Nel coro prima, nelle attività del Buon Samaritano poi. Da qualche anno, grazie alla disponibilità di don Massimo e del vescovo Derio, è stato possibile realizzare un suo sogno: essere ministro straordinario dell’Eucaristia. E straordinario lo è stato davvero. Non amava tanto distribuire la Comunione in chiesa quanto poterla portare agli ammalati, cosa che la pandemia ha impedito. Ma il suo amore per Gesù Eucaristia era luce per molti. E allo stesso modo il suo amore per Maria Santissima che venerava come Madre sempre presente. Quante volte è stato a Re, in Val Vigezzo, agli Esercizi Spirituali dove riceveva nutrimento per gli inevitabili momenti difficili che la vita riserva e sempre portava il suo sorriso e la sua voglia di fare. E anche in Diocesi Andrea ha lavorato tanto. Monsignor Debernardi lo ha designato suo delegato per il Consiglio Pastorale Diocesano – e monsignor Derio lo ha confermato – in cui ha svolto la funzione di verbalista per molto tempo, e ultimamente era stato chiamato a far parte dell’Ufficio di Pastorale della Salute. Tanti erano ancora i suoi sogni e i suoi progetti. Quelli diocesani, come il verificare che tutte le chiese e le sale parrocchiali avessero un ingresso per i portatori di handicap, e quelle passioni personali che i suoi amici conoscono: il teatro e la musica. In particolare l’opera lirica, l’associazione “Amici del Po” e i viaggi.

Concludo con un pensiero personale. Ci sono articoli che un giornalista non vorrebbe mai scrivere. Soprattutto la biografia di un amico specialissimo che lascia un vuoto incolmabile nel cuore. La Provvidenza mi ha voluto vicino a lui, con gli amici più cari e suo papà venerdì 11 novembre, in quella che ricorderò come l’ultima cena. Una cena finita la quale Andrea ha avvertito un forte mal di pancia. La corsa all’Ospedale, la speranza dell’intervento che si è spenta domenica sera: Andrea è volato in cielo. Lasciandoci un po’ più soli rispetto ai nostri progetti su questa terra. Perché la morte è una rapinatrice: interrompe i nostri sogni. Ma l’amore resta. Con la certezza di rivederci in Cielo. Accolti da Maria Santissima per vivere la vita di Cristo definitiva. Ciao, amico mio, fratello mio, fratello di tutti. Ora puoi sparare le tue battute fulminanti in cielo! E non fare il maleducato, come direbbe Maria Luisa: ricordati di noi da lassù!

Ives Coassolo

Chi volesse ricordare Andrea con uno scritto, condividendo esperienze, ricordi e testimonianze può inviare una mail a coassolo@vitadiocesanapinerolese.it