In vista delle elezioni amministrative autunnali a Pinerolo, ieri la lista liberale-cattolica di centro-destra, “Progetto per Pinerolo”, capitanata da Mauro Martina (ex membro della sezione locale di Forza Italia) e Marcello Bruera, (liberale) supportati della deputata Daniela Ruffino (Cambiamo!), ha comunicato il nome del candidato sindaco: il medico Giuseppe Spidalieri. La lista “Progetto per Pinerolo” ha deciso di adottare nuovamente il nome della compagine che sostenne, nel 2011, Andrea Chiabrando come candidato sindaco, giungendo al ballottaggio contro Eugenio Buttiero (PD). La scelta deriva dalla volontà di dare un messaggio di continuità soprattutto negli ideali cattolico-liberali che animano i venti membri che compongono la lista alternativa alla coalizione di destra che sostiene Pino Berti.

Giuseppe Spidalieri, classe 1950, è stato medico presso l’Unità di Chirurgia Generale, poi responsabile settore di Chirurgia colon-retto-anale, coordinatore di attività diagnostiche e terapeutiche dell’Ospedale Civile “Edoardo Agnelli” di Pinerolo. Nel 2003 ha partecipato alla missione umanitaria Antica Babilonia a Baghdad in qualità di chirurgo della Croce Rossa Italiana presso il City Hospital e nel marzo del 2005 ho partecipato alla medesima missione umanitaria presso l’ospedale militare di Nassiriya. Nell’agosto 2006 ho svolto attività chirurgica presso l’Ospedale missionario Cottolengo di Chaaria in Kenya e l’anno dopo presso l’ospedale cattolico di Lugarawa in Tanzania. «Dal febbraio 2006 – racconta – mi reco ogni anno presso l’ospedale missionario dei padri Camilliani di Nanoro in Burkina Faso dove collaboro col vescovo emerito di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi». Attualmente Spidalieri è ufficiale medico del Corpo militare della Croce Rossa italiana, nonché ufficiale medico volontario sulla nave militare italiana Sirio in pattugliamento nel Mediterraneo.

Spidalieri spiega a “Vita” i motivi della sua discesa in campo.

Spidalieri a Nassiriya ,durante una delle tante missioni umanitarie sanitarie postbelliche NATO nei villaggi dell’Iraq

Come è arrivato a rompere con la sezione pinerolese della Lega, in cui ha militato per anni?

Nella Lega non sono gradito, forse perché faccio ombra all’onorevole Caffaratto, diventato commissario Lega di Pinerolo da circa tre anni, scavalcando gli anziani, come Gabriele Falcone, Francesco Garnero, fondatori trent’anni fa della Lega.

 

Che cosa l’ha spinto a candidarsi sindaco?

Ritengo che occuparsi della comunità e della città in cui si vive e prendere parte attiva nella sua gestione sia un dovere di ogni cittadino. Tutti abbiamo il diritto e dovere ad esercitare la nostra volontà di determinare le decisioni importanti per il futuro di Pinerolo, c’è chi lo fa attraverso il voto e chi partecipando direttamente come amministratore. Ho assistito per molti anni alle azioni delle amministrazioni passate e della politica nella nostra città e se ho deciso di impegnarmi è perché non condivido molte delle scelte fatte finora e voglio che i cittadini, come me, vengano d’ora in avanti coinvolti maggiormente nel processo decisionale.

Alla notizia della nascita della vostra lista ci sono state brusche reazioni nel centro destra…

La mia candidatura e quella degli appartenenti alle liste che mi sostengono non sono per far dispetto a nessuno, neppure sottrarre voti per chissà quali astrusi e machiavellici giochi di partito, io sono l’alternativa a tutto questo.

Pensa che la sua esperienza lavorativa possa aiutarla nell’attività di sindaco?

Io non sono un politico; qualcuno potrà dire che questa caratteristica ha dei limiti, io invece penso che il mio ruolo di “civico”, di medico “prestato” alla pubblica amministrazione abbia delle potenzialità. Ho uno sguardo smaliziato verso i problemi della gente e grazie al mio lavoro una grandissima empatia verso le persone più fragili, verso i bisognosi.

La nuova amministrazione dovrà confrontarsi con la ripresa post-pandemia. Come pensa di fare?

Dobbiamo portare lavoro e attraverso il lavoro il benessere, i servizi. Il recente periodo di pandemia ci ha mostrato quanto fondamentale sia la salute e i servi sociali e sanitari. Voglio che Pinerolo rappresenti un’eccellenza in questo settore, per la cura del cittadino. Io vedo chiaramente un grande futuro per Pinerolo, al pari del suo prestigioso passato. Siamo una città con grandissime tradizioni storiche, culturali e imprenditoriali.

Quali sono i punti di forza della vostra identità?

I pinerolesi meritano un sindaco all’altezza. Sto mettendo assieme una grande squadra e posso già dirmi estremamente soddisfatto per le tante persone che mi hanno dato sostegno. Voglio che i pinerolesi abbiano la possibilità di votare il meglio (non il meno peggio come spesso hanno dovuto fare) che la città può offrire. I miei candidati dovranno mostrare grande passione per l’incarico al quale si propongono, dovranno avere un mix di capacità e di voglia di dedicarsi alla vita amministrativa. E devono saper ascoltare. Abbiamo prima di tutto bisogno di persone che conoscano i problemi della città, che vivano tra la gente, che sappiano ascoltare le necessità di tutti, che non si debbano mai negare alle tante istanze che i cittadini vorranno sottoporci. Io sono certo che gli elettori sapranno sostenerci, noi siamo qui per metterci sinceramente alla prova. Agli elettori chiedo di darci fiducia, di andare oltre alle appartenenze e alle ideologie e di guardare in faccia le persone che vogliono votare. Noi non siamo quei politici che dopo le elezioni cambiano casacca o perseguono i loro interessi, noi siamo cittadini che si mettono al servizio dei cittadini con idee e solidi progetti.

Lorenzo Battiglia