Il 31 luglio Varenne lascerà per sempre il pinerolese. È un addio amaro che forse si sarebbe potuto evitare permettendo a questo campione assoluto di concludere la sua carriera e i suoi ultimi anni di vita (oggi ne ha 24 anni) a Vigone, nel Centro di Allevamento e Riproduzione il Grifone.
Invece le cose non sono andare così. E merita fare qualche passo indietro per cercare di ricostruire tutta la vicenda che ha portato a questo epilogo.
Varenne arriva a Vigone a fine carriera agonistica nel 2002 e qui inizia la sua nuova vita da riproduttore. A lui si dedica la veterinaria specializzata Giovanna Romano che lo segue con estrema professionalità sotto la direzione della famiglia Brischetto.
Le monte di Varenne sono da subito molto richieste e in 17 anni (quelli trascorsi presso il Centro di riproduzione) costituiscono un vero capitale, stimato intorno ai 15 milioni di euro.
Nel frattempo la SNAI aveva ceduto la sua quota del 50% di proprietà (valutata 4 milioni di euro) a Enzo Giordano (titolare della Varenne Futurity) che diventa di fatto il proprietario unico. La cifra da riscattare non è totalmente disponibile nelle liquidità dell’avvocato napoletano che per assolvere l’onere concorda un sodalizio con la Varenne Forever Srl (amministratore Valter Ferrero, attuale presidente dell’ANACT Associazione Nazionale Allevatori di Trotto) che acquista una quota di 40 diritti di monta.

Guardato a vista!
Lo scorso 6 luglio facciamo visita al Grifone per salutare Varenne e incontrare i Brischetto. Sin da subito ci accorgiamo che qualcosa è cambiato. Varenne è ancora accudito dalla “tata” Anna, ma l’ingresso del suo box è piantonato da un agente della “security” che lo sorveglia a vista. Divieto assoluto di scattare foto. Questi sono i nuovi “ordini di scuderia”.
Ci accoglie Roberto Brischetto che, con il figlio Jacopo, ci fa il quadro dell’incresciosa situazione creatasi da circa un anno e mezzo.
«La Varenne Forever è la società finanziaria che per 17 anni è stata detentrice del contratto di gestione del cavallo e del suo seme. La Varenne Futurity di Enzo Giordano è la proprietaria di Varenne. Il Grifone, opera direttamente sulla gestione di Varenne dal 2 ottobre 2002 (il contratto originale è stato più volte modificato). Sono stati comprati da noi 40 diritti di monta e pagati 2 milioni più Iva direttamente alla SNAI di Roma», spiega Roberto Brischetto.
«È iniziata così una seria e fruttuosa collaborazione durata per anni sinché, in sede di rinnovo contrattuale (2015), emergono difficoltà con la Varenne Futurity per il conguaglio annuale. Vengono a crearsi delle “frizioni” con la proprietà che avvertendo la naturale fase declinante del cavallo, vive l’ansia della miniera d’oro che si esaurisce. Questa situazione li porta ad un atteggiamento non più cordiale con l’aggravante dei mancati assolvimenti contrattuali. Comprendendo il deterioramento del rapporto, dopo ripetuti tentativi di riconciliazione, anche noi sospendiamo i pagamenti addivenendo così ad un rapporto economico conflittuale».

Il tira e molla
Il contratto per la gestione di Varenne al Grifone scade il 31 luglio 2019, ma a dicembre 2018 la Varenne Futurity chiede il trasferimento del cavallo lamentando una presunta “mala gestione” dell’animale, per ottenere la stagione di monta 2019 (che va dal 15 febbraio al 15 luglio). Questa richiesta, condotta per vie legali, non ottiene il risultato sperato dalla proprietà e il Grifone mantiene la gestione di Varenne ritenendo valido a tutti gli effetti il contratto in corso. Giordano ricorre così al Tribunale di Napoli che, dopo accurate indagini, nomina la Varenne Futurity “custode” del cavallo, fermo restando il soggiorno dello stesso presso il Grifone (ecco la ragione dell’uomo di sicurezza posto all’ingresso del box di Varenne).
Precisa Jacopo Brischetto: «Questa è la nostra prima vittoria. Il cavallo resta qui a Vigone nel rispetto del contratto sino al 31 luglio. Seguiranno questioni economico legali relative ai nostri crediti nei confronti della Varenne Futurity. Tutto questo si sarebbe potuto evitare con un po’ di buon senso ed addivenendo alle normali compensazioni di fine anno, mettendo a posto sostanzialmente una patita economica e riflettendo con le dovute valutazioni per una transazione commerciale, senza procedere con delle forzature che non hanno portato a nessun risultato e mettendoci reciprocamente sulle difensive.
Il 2018 gestito da noi ha dato 90 nati (che è un buon numero) rispetto all’età di Varenne».
L’addio (il cavallo sarà trasferito in un centro di Pavia) lascia sicuramente un grande vuoto, ma resta il “tesoro” di un’esperienza unica.
«Aver vissuto 17 anni accanto a Varenne – conclude Jacopo – è stato un privilegio unico, un sogno che porteremo sempre nel cuore, e che nessun litigio e nessuna causa potrà mai scalfire. La sua assenza sarà pesantissima per tutti noi, ma dobbiamo guardare avanti e siamo pronti ad affrontare con entusiasmo il futuro che ci attende».

Amalia Pagliaro