L’A.M.S.A.O. Associazione Maestri di Sci Alpi Occidentali si mobilita e lunedì 14 dicembre scenderà in piazza per protestare contro la chiusura imposta a piste e impianti da sci e per richiedere significativi ristori.

“Dopo vari tentativi e appelli per riportare tutti alla ragione, caduti nel vuoto, adesso è arrivato il momento di scendere in piazza”, scrivono i rappresentanti dell’A.M.S.A.O. indignati per la scelta del governo che li priva “della possibilità di lavorare” e rischia di veder messa in ginocchio “l’intera filiera dell’indotto dell’industria della neve”. Una protesta che non intende negare la gravità dell’emergenza sanitaria: “Per questo sono state portate sul tavolo del Governo una serie di proposte, redatte dall’Associazione Maestri in collaborazione con Enti e associazioni che operano in montagna, in tema di protocolli anti Covid 19. Proposte che sono state ignorate”. Tra le rivendicazioni dell’associazione, anche i diritti “di tutti i lavoratori e delle aziende che operano direttamente e indirettamente nella filiera dell’industria della neve e che rischiano di soccombere perché, oltre ad essere privi di ammortizzatori sociali, sono privati della possibilità di lavorare, creare occupazione e sostenere l’economia delle Regioni Alpine e dell’intero Paese”.

Così lunedì 14 dicembre alle 11:30, l’Associazione Maestri di Sci Alpi Occidentali con il Presidente Gianni Poncet in testa guiderà una manifestazione in Piazza Castello a Torino (da cui il nome della protesta #neveinpiazzacastello) con l’obiettivo di far valere il proprio diritto a lavorare. Un’iniziativa sostenuta dal Collegio Regionale Maestri di Sci del Piemonte, presieduto da Franco Capra (che rappresenta i 3000 maestri e le circa 90 scuole sparse su tutto il territorio piemontese e ligure) e dall’A.M.S.I. (Associazione Maestri Sci Italiani) che in tutto rappresenta 14mila Maestri di Sci. A fianco dei Maestri di Sci sfileranno il presidente di Federalberghi Torino, Fabio Borio; dell’Associazione Direttori Albergo Piemonte e Valle d’Aosta, Dimitri Ciaschini dell’Ascom, la FISI AOC rappresentata dal presidente Pietro Blengini e il Presidente dell’ARPIET Giampiero Orleoni.

Gianni Poncet, presidente AMSAO

«Scendiamo in piazza – spiega Gianni Poncet, presidente A.M.S.A.O. – per poter lavorare data l’impossibilità a farlo imposta dal Governo. Una decisione gravissima con le Scuole di Sci che non potranno essere operative a partire dalla settimana di Natale e sino all’Epifania. Un fattore che peserà più del 40 per cento del fatturato diretto dopo che siamo già stati costretti a chiudere con due mesi di anticipo lo scorso marzo e aprile. Il nostro lavoro, la nostra economia e tutta quella derivante dall’indotto, è legato alla stagione invernale. Per questo motivo scendiamo in piazza per chiedere concreti ristori, maggior attenzione, ed un aiuto dallo Stato e dalla Regione Piemonte affinché l’economia delle Scuole di Sci e dei Maestri possa contare su iniziative utili per sopperire alla situazione pesantemente negativa generata dal Covid-19 e che, come per le altre attività dalle Alpi agli appennini, avrà pesanti ripercussioni negative che si rifletteranno anche nei prossimi anni dove bisognerà tornare a ricostruire un mercato mercato nazionale ed internazionale capace di generare un indotto turistico ed occupazionale di prim’ordine».