Per qualche strana ma non incomprensibile ragione, quando Hollywood decide di dare totale libertà ad un regista, permettendogli quindi di avere parola su tutto il percorso dalla preproduzione al montaggio, spesso questo risulta osteggiato all’uscita nelle sale. Nella storia ci sono svariati esempi: dalle ovvie difficoltà avute da Orson Welles con il suo “Quarto Potere”, alla quasi indifferenza del pubblico verso “The Irishman” di Martin Scorsese. Spesso questi film vengono rivalutati nel tempo e questo è ciò che è avvenuto per il film di cui parliamo oggi: “I cancelli del cielo”.

Il film si apre con James e William, due amici che si laureano insieme ad Harvard. Vent’anni dopo, nel Wyoming, i due si troveranno su fronti opposti, in una regione profondamente scossa da rivolte contadine da parte di emigrati europei che richiedono la terra loro promessa.

L’opera è un western epico, che ci racconta attraverso il genere il fallimento del sogno americano. Non sorprende quindi che non venne molto apprezzato dalla stampa dell’epoca e divenne tristemente famoso negli anni per aver quasi fatto fallire la United Artist, per essere stato rimontato dalla produzione dopo le terribili proiezioni per la stampa e per aver distrutto la carriera del regista Michael Cimino, astro nascente di Hollywood dopo il successo de “Il cacciatore”.

È per 5 giorni disponibile gratuitamente su Rai Play in edizione Director’s Cut, ovvero il montaggio originale del regista Cimino. Un’occasione da non perdere per guardare quello che, ad oggi, è considerato uno dei 10 film western più importanti di sempre.

Federico Depetris