Torniamo, purtroppo a causa del dilagare del virus, a parlare di cinema sul piccolo schermo. Questa volta però non vi consiglierò film presenti sul palinsesto il sabato sera, sempre più ripetitivi e meno interessanti, ma andrò a proporvi un’opera presente su RaiPlay.

Partiamo dal dire cos’è RaiPlay, per chi non lo sapesse. Si tratta di un sito di streaming gratuito, visibile da computer, smartphone, tablet o SmartTV, che permette di vedere i programmi televisivi, le serie TV e i film i cui diritti di distribuzione sono in mano alla Rai. Questo quindi non limita il catalogo a sole opere di produzione Rai ma anche ad un sacco di film da tutto il mondo, vecchi e nuovi.

L’opera che vi consiglio questa settimana è “Febbre da cavallo” di Steno. Data la celebrità dell’opera, molti di voi già sapranno perché la scelta è ricaduta su questo film. Si tratta infatti di un’opera dove appare il personaggio di Mandrake, uno dei più famosi tra quelli interpretati dal compianto Gigi Proietti. Per tutti coloro che invece lo sentono per la prima volta, proviamo a raccontar loro di cosa parla. Il film gira attorno a tre amici. “Er Pomata” è un ex-driver disoccupato, che vive ormai di espedienti truffaldini, Felice è un guardamacchine abusivo e Mandrake un indossatore e aspirante attore. Tutti e tre sono grandi appassionati delle corse di cavalli e la loro vita e le loro avventure sono raccontate attraverso dei flashback. Il film negli anni è diventato un cult, lanciando la carriera da attore protagonista di Gigi Proietti che ancora oggi, tra i tanti, veniva ricordato per questo ruolo, in mezzo a decine di altri interessantissimi.

L’opera ebbe in anni recenti un sequel che però non raggiunse il successo dell’originale, mancando anche di quella freschezza e di quell’umorismo che rendono ancora oggi “Febbre da cavallo” soggetto di citazioni e rimandi. Per una serata in famiglia, per una serata con gli amici, per una serata nel ricordo di Gigi, maestro indimenticabile e ultimo grande della commedia italiana, per ridere anche nei momenti difficili.

FEDERICO DEPETRIS