Da un paio di giorni, girando per le strade di Torino, c’è la possibilità di incontrare l’attore statunitense Kevin Spacey, due volte premio Oscar: nel 1996 per “I soliti sospetti” e nel 2000 per “American Beauty”. 

Fermo ormai dal 2018, dopo le accuse di abusi e molestie sessuali nell’ambito del caso Weinstein che aveva colpito Hollywood nel 2017, il celebre attore torna sul set per il nuovo film di Franco Nero “L’uomo che disegnò Dio”. Il lungometraggio drammatico è la seconda opera da registra dell’attore italiano, volto conosciuto dal pubblico in particolare per il ruolo di Django nei film di Sergio Corbucci, che aveva debuttato alla regia nel 2005 con “Forever Blues”. 

Il soggetto, tratto da una storia vera, narra le vicende di Emanuele, anziano solitario e cieco con il dono di dipingere chiunque udendone solamente la voce. Questo però è un segreto conosciuto da pochi, solamente la sua assistente sociale Pola e gli studenti della scuola serale dove insegna ne sono a conoscenza. Un giorno viene ripreso mentre effettua un ritratto e il video diventa immediatamente virale, cambiando la sua vita per sempre.

L’occasione di un grande ritorno per l’attore statunitense ad un anno dall’ultima archiviazione dei casi da parte del tribunale di Los Angeles e dopo l’ultima apparizione in pubblico, che lo aveva visto recitare la poesia “Il pugile a riposo” di Gabriele Tinti al Museo nazionale romano di Palazzo Massimo a Roma.

Federico Depetris