Febbraio 2014

L’associazione “Senza confini” dal 1996 si occupa prevalentemente di un progetto sanitario solidaristico, che vede coinvolti bambini provenienti dalla Bielorussia in particolare dalla provincia di Gomel la zona più vicina al confine dell’Ucraina, appena al di la del quale fa ancora  paura la “silenziosa cattedrale nel deserto” di Chernobyl.  A Pinerolo numerosi bambini provenienti da quelle aree sono accolti da famiglie con le quali si instaurano rapporti profondi e duraturi di affetto e amicizia. Per questo motivo quando giunge una brutta notizia il dolore è ancora più forte. In questi giorni si è saputo della morte prematura di Irina, 20 anni, che per diverse estati è stata la “figlia in più” di Corrado e Nicoletta Demarchi, già responsabili dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare.  «L’abbiamo accolta nella nostra famiglia, ancora bambina – racconta Corrado – Aveva 8 anni e non era mai uscita dal suo paese: la Bielorussia. Per sette anni ha vissuto con noi buona parte delle sue vacanze condividendo tante emozioni ed esperienze. Speravamo fortemente che quei mesi in Italia potessero disintossicarla dalle radiazioni di Chernobyl ed offrirle un futuro sereno ed in salute. Siamo certi che l’esperienza di accoglienza, solidarietà e fratellanza vissuta con lei porterà molto frutto nei nostri cuori e nelle persone che l’hanno conosciuta».

irina