Al termine del suo intervento in Consiglio regionale, il presidente Alberto Cirio ha affermato che «da questa emergenza abbiamo imparato quanto sia importante la medicina di territorio e abbiamo appreso lezioni sui tagli: sono risorse che vengono a mancare, e te ne rendi conto solo nell’emergenza». Una rivelazione già ben chiara al sentire popolare senza bisogno di ascoltarla dal presidente regionale, il quale però rilancia con soddisfazione: «Eravamo la penultima Regione italiana per posti in terapia intensiva in rapporto al numero di abitanti, oggi siamo la seconda. Il sistema sanitario piemontese si sta ingegnando, ogni sala operatoria che si chiude con grande sacrificio si traduce in due, tre o quattro posti letto in terapia intensiva. Nella gravità il sistema ha risposto, perché con persone di valore abbiamo una sanità di valore».

Anche l’assessore alla sanità, Luigi Icardi, è intervenuto in Consiglio regionale sottolineando l’importanza dei comportamenti individuali – «La sanità è la seconda linea, la prima sono i comportamenti delle persone. Se ci sono falle, rischiamo di essere travolti» – e riportando alcuni dati sull’epidemia: la classe di persone più colpita è quella dai 40 ai 70 anni (mentre il maggior numero di decessi si osserva in chi ha più di settant’anni); i primi 500 decessi hanno riguardato in prevalenza persone già affette da altre patologie per cui il Covid non è l’unica causa della morte.

L’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi