«Incrociamo le dita fortemente perché alla fine della settimana dovremo vedere quali sono stati gli effetti delle misure di contenimento – ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. Soprattutto stiamo a casa, da casa si possono fare tantissime cose». Parole dette con cognizione di causa dalla sua abitazione di Alba dove è ancora in quarantena: «La vita cambia. Non vedo nessuno, e mio figlio mi passa le versioni di latino da controllare sotto la porta. Ringrazio tutti gli insegnanti, che stanno facendo sforzi enormi con mezzi propri. Fortunatamente sto bene, sono uno degli asintomatici e domenica finirò l’isolamento». Con orgoglio Cirio ricorda: «Il Piemonte è la Regione che ha adottato per prima e da subito una linea di maggiore rigore. Io spero che questo paghi, lo sapremo solo a fine settimana dai numeri: vedremo se la curva dei contagi si è abbassata».

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio

A proposito della crisi che da sanitaria per molti rischia di trasformarsi in economica, Cirio è deciso: «In Italia serve un grande Piano Marshall, non possiamo pensare con 25 miliardi di far ripartire l’economia. Anche i 600 euro per le partite Iva non bastano, fanno sorridere rispetto al danno di chi ha un’attività e ha dovuto improvvisamente chiuderla. Però li voglio prendere come un primo segnale del Governo, e mi aspetto un grande Piano Marshall nel decreto di aprile».