Sono già giunti alle destinazioni di assegnamento i 22 medici militari arrivati il 2 aprile all’aeroporto di Caselle per rinforzare il personale in servizio negli ospedali piemontesi. Sette andranno a Verduno, sette a Torino e provincia, due a Novara, uno a Alessandria, Biella, Asti, Vercelli, Cuneo e Verbania. Ad accompagnarli c’era anche il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, mentre a far da comitato di accoglienza c’erano il presidente Alberto Cirio, il vicepresidente Fabio Carosso, il prefetto e sindaco di Torino, Claudio Palomba e Chiara Appendino e il commissario straordinario Vincenzo Coccolo, il quale con l’assessore Luigi Icardi ha organizzato l’immediata operatività della squadra.

«Una grande gesto di amore che non dimenticheremo mai – ha proclamato Cirio – Si tratta di un contingente vitale, perché negli ospedali inizia a mancare il personale. Noi vogliamo curare tutti, e per farlo, oltre a creare sempre più letti di terapia intensiva, abbiamo bisogno di medici e infermieri».

«Siamo anche noi commossi perché non ci aspettavamo questa accoglienza – ha commentato uno dei 22 medici atterrati a Caselle -. Siamo venuti per lavorare e ci auguriamo di poter fare ciò che vi aspettate da noi». «Non ce la facevo a stare a casa con i nipoti, sono un medico anestesista rianimatore in pensione e sono tornata a lavorare», ha aggiunto una dottoressa in arrivo dalla Toscana.

«Nelle prossime ore prorogheremo la nostra ordinanza – ha aggiunto il presidente Cirio – Ma in Piemonte non ci sarà nessun tipo di allentamento delle misure di contenimento, perché adesso più che mai è importante continuare a restare a casa. Non possiamo vanificare l’enorme sforzo che tutti abbiamo fatto finora, per questo stiamo anche valutando un possibile inasprimento delle sanzioni nei confronti di chi viola le regole. Vogliamo mandare un messaggio chiaro ai piemontesi: non ci sono ancora le condizioni per uscire, salvo nei casi di estrema necessità. So che è un grande sacrificio, ma vi chiedo di restare a casa».