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Alla ricerca di cime per curare il Parkinson

Alla ricerca di cime per curare il Parkinson

L’adrenalina prodotta da sci e vie ferrate, aiuta a combattere il Parkinson stimolando la dopamina, ecco due itinerari utili verso Sagnalonga e la Punta Rascià.

Se per i lettori di “Vita Diocesana” questi itinerari potranno essere uno spunto per trovare nuove idee per un weekend, per noi del  “team” che si sta cercando di creare (non per essere ridondanti) ma ci teniamo ricordare che proviamo questi nuovi itinerari perché adatti allo scopo per aiutare un malato di Parkinson e di mali simili e dargli una speranza in più visto che è stato provato da medici parkinsoniani quanto desideriamo qui sotto ricordare:  

“Il Parkinson appartiene ai disturbi neurodegenerativi ben più gravi dei precedenti perché è una patologia che causa la progressiva perdita e morte dei neuroni nel sistema nervoso centrale, portando a un declino delle funzioni cognitive e motorie con danni irreversibili che provocano l’accumulo di proteine tossiche nel cervello. Quindi (come premesso) se è ormai assodata la certezza avallata dai medici che camminare fa bene e cura indubbiamente la depressione e le conseguenti patologie, per combattere il Parkinson si deve andare oltre, infatti un esempio lampante e provato è nel nostro paziente Lodovico, malato di Parkinson, che grazie alla montagna, che è stata e sarà sempre la sua forza vitale, sta attivando i suoi schemi motori di base, sta usando cioè la sua memoria alpinistica e sciistica, tanto che la sua malattia viene per un attimo messa in panchina e lui torna quasi sano praticando sci e vie ferrate brevi (però di 2 ore al massimo, quanto dura l’effetto placebo) poiché queste azioni, grazie all’adrenalina che si crea naturalmente, stimolano la produzione di dopamina, ciò che non accade nella normale camminata, favorendo la crescita del patrimonio neuronale e che, rafforzando il sistema nervoso, gli consentono la conservazione delle attività motorie e, in alcuni casi come questo, il recupero di quelle momentaneamente perse … “

Ecco quindi l’it. che vi proponiamo questa volta:

 “Sagna Longa” o “Sagnalonga”, è un luogo veramente particolare che merita di essere visitato perché è collegato ai centri estivi e invernali dell’Alta Val di Susa e solo raggiungibile tramite una strada sterrata in estate che si snoda circa 2 Km dopo Cesana verso Claviere, per 9 Km, e con gli impianti sciistici in inverno. Per chi ama fare “ciaspolate” e sciate in inverno e camminate in estate, questo è quindi un luogo ideale. Fa anche specie vedere un vero e proprio villaggio colmo di chalet, che non stonano con l’ambiente. Quello che è anche curioso, è che pur non avendo negozi o le strutture di un vero e proprio villaggio, gli amanti della tranquillità si sono comprati qui la seconda casa e la popolano praticamente saltuariamente tutto l’anno. Nella stagione invernale con tanta neve pensate che si può uscire da casa solo con gli sci o ciaspole ai piedi! Il nostro it. Raggiungere la Frazione Sagnalonga percorrendo dopo Cesana Torinese direzione Claviere svoltando a sinistra per una strada sterrata percorribile con auto alte da terra (meglio un’auto 4×4) e proseguire sempre in auto fino al grande parcheggio situato a un centinaio di metri dal sovrastante Colle Bercia e in prossimità di un’indicazione in legno imboccare il ripido sentiero chiamato “Sentiero degli Alpini” e ribattezzato oggi: “Sentiero della fede”che conduce in 45 minuti scarsi (con i nostri malati a passo moderato) alla grossa croce in legno bianco posta sulla cima della Punta Rascià che è una montagna di 2344 m dei Monti della Luna nelle Alpi Cozie. e poi sempre in cresta oltrepassando un ripetitore radio si può proseguire per ripida traccia raggiungendo anche la seconda cima, posta sul prolungamento della cresta e chiamata Cima Fournier (ore 1 dall’auto). Al ritorno, si consiglia di ripercorrere lo stesso sentiero perché sporgendosi per tagliare in qualche modo l’it. dell’andata si finisce su un sentiero infido e franoso. Ore 1,45 AR. Per i nostri esperimenti ci si arresta qui, ma in questa zona vi sono i laghi dei Monti della Luna che sono gioielli di origine glaciale situati uno vicino all’altro. I principali specchi d’acqua della zona,raggiungibili tramite percorsi ad anello o escursioni a piedi, sono il Lago Nero, il Lago dei Sette Colori (o Gignoux) e i Laghi Clot Foiron.

A cura di Lodovico Marchisio

Fotografie di Federico Bambara

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