Un minuto è breve passa e quasi non ce ne accorgiamo ma il nostro cervello sì, specie se è in carenza di ossigeno. Purtroppo è sufficiente un periodo di tempo estremamente ridotto per causare danni irreversibili ai neuroni privati di ossigeno: ogni minuto che passa il tasso di sopravvivenza si abbassa del 10%.
Un’assenza di battito cardiaco maggiore di tre secondi può già causare una perdita di coscienza; oltre il minuto le cellule nervose iniziano a risentire del danno. Una riperfusione in questo primo periodo permette comunque il recupero della situazione senza alterazioni della funzionalità cerebrale.
Dopo 4–5 minuti i danni sono più estesi: i pazienti riperfusi dopo questo lasso di tempo possono presentare danni irreversibili della funzionalità nervosa. Ovviamente pazienti gestiti in maniera più tempestiva presenteranno danni di minore entità seppur importanti.
Oltre i dieci minuti il rischio di morte è elevato o, pur sopravvivendo, il paziente potrebbe rimanere in uno stato di coma perenne.
Perché al cervello non arrivi più ossigeno si deve verificare un arresto cardiaco e questo non è così improbabile secondo le statistiche. Abbiamo chiesto al medico Gino Barral i dati del pinerolese: «i dati generali dicono che capita un caso ogni mille. A Pinerolo, 40.000 abitanti scarsi, siamo non lontani da un evento alla settimana; con le due valli arriviamo a 120.000 abitanti, quindi due casi alla settimana di persone colpite da morte cardiaca improvvisa. Se queste persone avessero un soccorso immediato e, per immediato si intende nel primo/secondo minuto, avrebbero una altissima probabilità di cavarsela: 80% – 85%».
ll medico riporta un esempio: «Proprio 3 giorni fa un mio paziente 60enne, che aveva seguito i corsi di primo soccorso, mi ha raccontato che è riuscito a consegnare il paziente alla Croce verde con il battito cardiaco ripreso!»
I corsi che tiene Barral sono quelli di BLS, acronimo delle parole Basic Life Support (supporto di base alla vita), cioè un insieme di manovre che vengono messe in atto per continuare a far arrivare l’ossigeno al cervello in una situazione in cui il cuore non è più in grado di pompare il sangue. Manovre precise che vanno conosciute alla perfezione da chi le esegue, come se fossero in automatico, ma sempre con una grande concentrazione.
I corsi di BLS posso essere frequentati anche dal personale non sanitario. Anzi tutti dovrebbero conoscere le manovre necessarie per salvare una vita. Infatti Barral offre gratuitamente il corso di BLS a tutti i ragazzi che sono o diventano maggiorenni nell’anno corrente.
«Ci tengo molto e lo faccio volentieri per tutti quelli che compiono 18 anni!» sorride il medico.
Purtroppo non si conosce il numero esatto delle persone abilitate con certificazione; nel Pinerolese si stima che siano più di 300 / 400. «Il numero è aumentato di recente grazie una campagna svolta dai Lions nelle scuole superiori. Ci sono state nuove reclute. Personalmente certifico circa una ventina di nuovi operatori al mese».
I destinatari del corso sono i neo-maggiorenni, di cui molti vengono dalle associazioni sportive, dove ormai dovrebbe essere d’obbligo avere un operatore BLSD abilitato anche all’uso del defibrillatore. Ultimamente anche ai collaboratori dei Musei Civici è stato offerto il corso.
Ma attenzione: non tutti superano il corso e ricevono la qualifica!
In ogni caso viene riconosciuta una frequenza al corso e comunque hanno una conoscenza del problema, quindi possono aiutare in casi di emergenza: chiamata del soccorso, ritiro del defibrillatore…. È importante perché comunque una buona rianimazione non è mai fatta da un singolo: è un lavoro di equipe!
«Io sono animatore di formazione ed organizzo corsi di BSL avanzato (cioè con uso di farmaci) per medici – riprende Barral -. Anche in questo caso il lavoro è di equipe! Se il medico è solo è già tanto che faccia il massaggio cardiaco, se ha il defibrillatore lo può usare ma non può permettersi, anche se ce l’ha a disposizione, di utilizzare ad esempio l’adrenalina: per la preparazione della fiala dovrebbe interrompere il massaggio cardiaco per un tempo troppo lungo».
Per fare un BLS avanzato, cioè con l’uso dei farmaci, bisogna essere un’equipe. Anche nel mio studio si può pensare di fare un BLS con uso di adrenalina se in quel momento ci sono in studio più operatori, altrimenti se sono solo è impossibile pensare di fare questo».
Se non si è in possesso dell’abilitazione non è proibito dalla legge praticare la BLS e usare il defibrillatore, il paziente non ha nulla da perdere. Il vero rischio è per l’operatore che se non conosce bene la sequenza e se non ha la giusta manualità rischia di ricevere anche lui la scarica elettrica oppure di trasmetterla a qualche altro soccorritore.
Cos’è un defibrillatore?
È uno strumento in grado di erogare una scossa elettrica tale da dare un reset al cuore. Il cuore spesso non si ferma ma continua ad avere un’attività elettrica anche se in maniera disordinata. «Noi la chiamiamo fibrillazione ventricolare – spiega Barral -. In questa circostanza il cuore è in una situazione di stimolo non coordinato e quindi non riesce esprimere la compressione meccanica. Con il defibrillatore, che dà questa scossa, si fa un reset del sistema, così il cuore riparte in modo riordinato».
Il numero dei defibrillatori non mappato nel Pinerolese.
«Esiste una legge regionale che dà le indicazioni ai possessori di defibrillatore di segnalare gli orari di disponibilità. Questi dati finiscono sulla banca dati regionale e il 118 in qualunque momento riceva la chiamata è in grado, localizzata l’emergenza, di segnalare il luogo più vicino. Ma non sempre, per non dire quasi mai, chi possiede un defibrillatore va sul sito della Regione e lo segnala» si rammarica Barral.
«Chiunque può acquistare un defibrillatore, il costo è circa 1000 euro e il costo di manutenzione per pile e placche è sui 200 300 euro ogni 2 o 3 anni a seconda delle marche».
Una spesa, certo, ma una spesa irrisoria se serve per salvare una vita!

Cristina Menghini

Gino Barral offre a tutti coloro che compiono 18 anni il corso di BLSD gratuito. Per info menghini@vitadiocesanapinerolese.it