Ad accogliere Papa Francesco, alle 9 di venerdì 12 novembre 2021, sul sagrato della basilica di Santa Maria degli angeli ad Assisi, un gruppo di poveri che gli consegneranno «il mantello e il bastone del pellegrino». In basilica la testimonianza di sei poveri – due francesi, un polacco, uno spagnolo, due italiani – con la risposta del Papa. Alle 11 la preghiera con il Papa e la distribuzione del suo dono. Mentre rientrerà in Vaticano in elicottero i poveri saranno ospitati per il pranzo da mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi.

Papa Francesco

500 poveri da diverse parti d’Europa

La celebrazione, con 500 poveri da diverse parti d’Europa introduce la quinta Giornata mondiale dei poveri di domenica 14 novembre 2021, organizzata dal Pontifico Consiglio per la nuova evangelizzazione. Il tema è la frase di Gesù riportata da Marco 14,7: «I poveri li avete sempre con voi». Bergoglio celebra la Messa il 14 novembre in San Pietro. «La povertà non riguarda solo un gruppo di Nazioni: è un fenomeno planetario che tocca il mondo intero» ricorda mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio: «Voltare le spalle e vivere come se il problema non esistesse gli fa dire che spesso parliamo dei poveri, però siamo incompetenti. Per comprendere in profondità il valore della povertà la si deve anche sperimentare. Parlare di poveri senza conoscere la povertà diventa uno squilibrio non consentito».

«Se i poveri sono messi ai margini la democrazia è in crisi»

Nel messaggio per la Giornata, Bergoglio chiede «un differente approccio alla povertà. La sfida che governi e istituzioni mondiali devono recepire è un lungimirante modello sociale, capace di andare incontro alle nuove forme di povertà che investono il mondo e che segneranno in maniera decisiva i prossimi decenni. Se i poveri sono messi ai margini, come se fossero i colpevoli della loro condizione, allora il concetto stesso di democrazia è messo in crisi e ogni politica sociale diventa fallimentare». Poi «con grande umiltà dovremmo confessare che dinanzi ai poveri siamo spesso degli incompetenti. Si parla di loro in astratto, ci si ferma alle statistiche e si pensa di commuovere con qualche documentario. La povertà, al contrario, dovrebbe provocare a una progettualità creativa, che consenta di accrescere la libertà effettiva di poter realizzare l’esistenza con le capacità proprie di ogni persona».

Contrastare la cultura dell’indifferenza e dell’ingiustizia

«È un’illusione da cui stare lontani quella di pensare che la libertà sia consentita e accresciuta con il possesso di denaro. Servire con efficacia i poveri provoca all’azione e permette di trovare le forme più adeguate per risollevare e promuovere questa parte di umanità, troppe volte anonima e afona. Non si tratta di alleggerire la nostra coscienza facendo qualche elemosina, ma di contrastare la cultura dell’indifferenza e dell’ingiustizia». Denuncia: «Oggi, nelle aree del mondo economicamente più sviluppate si è meno disposti che in passato a confrontarsi con la povertà. Lo stato di relativo benessere a cui ci si è abituati rende più difficile accettare sacrifici e privazioni. Si è pronti a tutto pur di non essere privati di quanto è stato frutto di facile conquista. Si cade in forme di rancore, di nervosismo spasmodico, di rivendicazioni che portano alla paura, all’angoscia e anche alla violenza». Conclude: «Non possiamo attendere che bussino alla nostra porta, è urgente che li raggiungiamo nelle loro case, negli ospedali e nelle residenze di assistenza, per le strade e negli angoli bui dove a volte si nascondono, nei centri di rifugio e di accoglienza». Cita don Primo Mazzolari: «È importante capire come si sentono, cosa provano e quali desideri hanno nel cuore».

Un miliardo nel mondo

Secondo Internet-Wikipedia «il World poverty clock, che calcola il numero di persone che entrano ed escono dalla povertà nel mondo», dice che a oggi – oltre a 720 milioni di poveri – ci sono altri 220 milioni» che rischiano e nel 2030 ci potrebbe essere «un miliardo di poveri». In Italia nel 2020, anche a causa della pandemia, «torna a crescere la povertà assoluta: poco più di due milioni di famiglie (7,7% del totale) e oltre 5,6 milioni di individui (9,4%).

Pier Giuseppe Accornero