L’iniziativa “acqua per il Sahel” sta dando buoni frutti.

Il 13 maggio, Vita diocesana si faceva portavoce del bisogno di acqua per spegnere la sete africana. Nell’arco di un mese siamo riusciti a raccogliere risorse per attivare 10 nuovi pozzi in dieci villaggi nel cuore del Sahel, quello verso il confine con il Mali. Grazie a tutte le persone ed Enti che hanno risposto con generosità.

L’acqua è vita. Senza acqua tutto muore. Anche la speranza. In Africa, la mancanza di acqua potabile e di sistemi di approvvigionamento idrico per l’igiene e l’agricoltura è una delle prime cause di povertà, malnutrizione e malattia.

Occorre far sentire alle popolazioni del Sahel (sono le più provate per la mancanza di acqua) che vi sono persone amiche che vogliono aiutarle a scavare pozzi, a creare e mantenere una rete di acquedotti, canalizzazioni, a realizzare sistemi di irrigazione, favorendo la nascita di comitati di gestione, formando tecnici, utilizzando soluzioni sostenibili con l’impiego di materiali e mano d’opera del luogo, tecnologie con bassi costi di realizzazione, di gestione e di manutenzione.

Ora le trivelle sono già al lavoro per costruire i primi dieci pozzi. Queste attrezzature devono avere particolari caratteristiche per operare nelle condizioni non facili delle savane burkinabé. Come è bello vedere gli occhi scintillanti di bambini di fronte ai primi spruzzi d’acqua che salgono da circa 100 metri di profondità! È festa per il villaggio.

Confesso che ho questo sogno: convincere alcune (o numerose società di acque potabili a impegnare qualche goccia dei propri utili per rispondere al bisogno d’acqua del Sahel.

Sono ritornato in Italia anche per questo motivo. Già qualcosa si muove. Proprio in questi giorni, una società che opera all’organizzare eventi di corse su motoscafi in pieno mare, mi ha offerto attenzione e promesse per questo progetto. Non ritornerò in Burkina a mani vuote, ma con la solidarietà di tante persone del nostro territorio.

Non so se conoscete quanto Ovidio narra nelle Metamorfosi a proposito della dea Latona che, scesa sulla terra, ebbe sete. Si avvicinò ad una riserva d’acqua, ma i contadini, sentendosene padroni le vietarono di bere. Allora ella sdegnata rispose: «Tutti hanno diritto all’uso dell’acqua!». Perché non fare nostro questo grido? L’Africa ha sete. Dobbiamo garantire il diritto all’acqua! Nel Sahel, il terrorismo trova consenso perché promette, con inganno, di dare attuazione a questo diritto. Non abbandoniamo il Sahel al terrorismo e ai mercanti di morte.

 

+ Pier Giorgio Debernardi

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Ogni pozzo, con profondità circa 100 metri, costa 6850 euro