Nel Messaggio dei Vescovi per la Festa del 1° maggio si può leggere che “nulla sarà come prima anche per il mondo del lavoro, che ha prima rallentato e poi ha visto fermarsi la propria attività. Già si contano danni importanti, soprattutto per gli imprenditori che in questi anni hanno investito per creare lavoro e si trovano ora sulle spalle ingenti debiti e grandi punti interrogativi circa il futuro della loro azienda. Nulla sarà come prima per i settori che sono andati in sofferenza e vivono l’incertezza del domani: si pensi al turismo, ai trasporti e alla ristorazione, al mondo della cooperazione e del Terzo settore, a tutta la filiera dell’agricoltura e del settore zootecnico, alle ditte che organizzano eventi, al comparto della cultura, alle piccole e medie imprese che devono competere a livello globale e si vedono costrette a chiusure forzate, senza poter rispendere alla domanda di beni e servizi. Giorno dopo giorno, ora dopo ora, comprendiamo il serio rischio che grava su molti lavoratori e molte lavoratrici. Nulla sarà come prima per tutte le realtà del Terzo settore e particolarmente quelle afferenti al mondo ecclesiale. Già in queste settimane abbiamo registrato gravi difficoltà nel sostenere gli oneri economici di queste imprese (scuole paritarie, case di riposo, cooperative sociali…) soprattutto nei confronti di coloro che vi lavorano. Per altro, non avendo finalità di lucro le loro attività si svolgono, in gran parte, con margini di sicurezza economica molto ridotti. Non solo i prossimi mesi, ma il loro stesso futuro, rischia di essere pregiudicato…
“Nessuno deve perdere il lavoro per il coronavirus” è stato lo slogan all’indomani della crisi: è fondamentale che questo appello abbia successo evitando conseguenze negative di breve e medio termine. Sono auspicabili misure di aiuto a famiglie e imprese che sappiano fare attenzione e proteggere tutti, soprattutto le categorie solitamente più fragili e meno tutelate come i lavoratori autonomi, gli irregolari o quelli con contratto indeterminato”.
Di fronte a questo panorama difficile l’ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro sta programmando varie iniziative e si è posto all’ascolto delle comunità, locali e del lavoro, per poter contribuire ad aiutare una fase ricostruttiva. Innanzitutto ha aderito e diffuso la piattaforma del Movimento Cristiano Lavoratori, #quantificailtuodanno, rivolto a imprese, partite iva e singoli, per iniziare a valutare la dimensione del danno al tessuto economico del territorio, dato utile per comprendere le strategie e le proposte da costruire estrapolando il dato pinerolese (sul sito www.mcltorino.it).
 
Il 1° maggio lancerà sulla pagina facebook UPSLPinerolo il primo di tre videoesercizi spirituali su “Impresa, fede, tempo di crisi” rivolti a imprenditori e lavoratori per comprendere e dare concretezza all’auspicio dei Vescovi, “i credenti possono diventare segno di speranza in questo tempo. Capaci di abitare e costruire il pianeta che speriamo”. Un modo per stare accanto e trovare insieme le motivazioni per sperare ed agire consapevoli di quella dimensione relazionale e comunitaria imprescindibile come indicato nella lettera pastorale “Vuoi un caffè?” dal Vescovo, S. Ec. Mons. Derio Olivero. Introdotti dal direttore dell’ufficio, Giancarlo Chiapello si alterneranno don Bruno Bignami, direttore dell’ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro della CEI, Presidente della Fondazione don Primo Mazzolari, il prof. Markus Krienke, docente di filosofia moderna e etica sociale alla Facoltà di Teologia di Lugano, membro dei comitati scientifici delle Fondazioni Adenauer e De Gasperi, don Riccardo Robella, parroco a Nichelino, organizzatore di ritiri spirituali per imprenditori, cappellano del Torino Fc.
 
Inoltre stanno proseguendo le attività, pur attraverso i mezzi online, per costruire strumenti da mettere a disposizione del territorio partendo dalla sua narrazione e mappatura delle eccellenze imprenditoriali e non solo, senza dimenticare le proposte che l’ufficio sta seguendo da tempo come quella della costruzione del “Distretto del cibo”. In conclusione l’ufficio si associa alla preoccupazione dei Vescovi per il lavoro nelle nostre scuole paritarie che rappresentano per le nostre comunità elementi della loro stessa identità, auspicando per tutte, di ogni ordine e grado, interventi significativi perché possano continuare a svolgere il loro prezioso servizio.
Buona Festa dei Lavoratori!
 
 
UFFICIO DIOCESANO
PASTORALE SOCIALE E DEL LAVORO

Il responsabile dell’Ufficio Pastorale sociale e del lavor, Giancarlo Chiapello