21 marzo 2016

«Siamo quelli che non hanno la cinquecento, perché non ci staremmo tutti; quelli che moltiplicano seggiolini per auto, letti a castello, tricicli e biciclette, tasse scolastiche, libri, quaderni, regali di Natale e compleanno. Quelli che non vengono invitati spesso a cena dagli amici, perché in casa degli amici tutti non ci staremmo. Quelli che la congiuntivite e l’influenza ce la passiamo l’un l’altro e dura due mesi. Quelli che non possono andare coi figli al cinema perché costa parecchio occupare due file intere della sala. Eppure, nonostante le difficoltà, siamo quelli che vivono impagabili momenti di allegria, di dolcezza, di letizia, di festa, di preghiera, di consolazione, di conforto, di dialogo, momenti che quotidianamente colorano la nostra famiglia». In una parola sono le famiglie numerose. Molte delle quali aderiscono all’omonima associazione che, il prossimo 10 aprile, terrà il suo raduno provinciale a Pinerolo, nell’Istituto Maria Immacolata.

Gli organizzatori sono Paolo e Marzia Tomaino, consiglieri nazionali e referenti per la provincia Torino.

Paolo, quando e come è nata l’associazione nazionale famiglie numerose?

“Era un giorno come tanti altri… Osservavo una triglia nel banco pesce del supermercato vicino casa. Sapevo che non sarebbe finita in una nostra padella, troppo caro il pesce fresco per una famiglia numerosa”. Così nasce la nostra Associazione, undici anni fa, da uno scontro di carrelli al supermercato davanti al banco del pesce. Mario ed Enrico, due papà di famiglie numerose nel bresciano, si conoscono di vista ed incominciano a parlare dei problemi comuni ad una famiglia numerosa. Attualmente registriamo un aumento esponenziale delle iscrizioni: a livello nazionale abbiamo appena superato la soglia delle 19.000 famiglie iscritte. Sul territorio piemontese abbiamo 904 famiglie associate e in Torino e Provincia siamo in 354. Le famiglie numerose in Italia sono circa 250.000.

 

Quali sono i requisiti per far parte dell’Associazione?

Avere almeno quattro figli tra naturali, adottivi o affidati. Ma l’associazione accoglie famiglie numerose e non; cattoliche e non. Siamo aperti alla vita e la conoscenza di tanti punti di vista è solo fonte di arricchimento.

 

Quali sono i vostri obiettivi?

Sentiamo forte l’esigenza di far nascere una famiglia di famiglie, nella quale ognuno ha un ruolo e lo svolge con amore, pazienza, disponibilità, solidarietà a favore degli altri. Desideriamo conoscerci, raccontarci, scambiarci idee e riflessioni; mettere le singole capacità a disposizione delle altre famiglie. Desideriamo creare gruppi di acquisto solidali, banche del tempo, mercatini dell’usato, scambiarci informazioni su quanto fanno le amministrazioni pubbliche a favore delle famiglie numerose, in altre Regioni, in altre Provincie, in altri Comuni, affinché il maggior numero di famiglie possibile possa accedere al più presto a condizioni di vita più dignitose. Vogliamo promuovere e salvaguardare i diritti delle famiglie numerose, sostenere la partecipazione attiva e responsabile delle famiglie alla vita culturale, sociale, politica alle iniziative di promozione umana e dei servizi alla persona. Vogliamo promuovere adeguate politiche familiari che tutelino e sostengano le funzioni della famiglia e dei suoi diritti, come riconoscimento del ruolo sociale, educativo e formativo che questa svolge per la società. Vogliamo dire che ci siamo, e siamo felici di esserci.

 

Come spieghi il fenomeno della denatalità?

Purtroppo il grido di allarme ormai ventennale è andato inascoltato. Il numero medio di figli per donna dovrebbe essere su 2,1 per assicurare un ricambio generazionale. Noi in Italia siamo a 1,35, con conseguenze piuttosto prevedibili per il prossimo futuro: una società che invecchia e una insostenibilità pensionistica. Il problema della denatalità non è solo economico. Le nostre famiglie sono normali, hanno uno stile di vita appropriato, non ci sono sprechi, abbiamo tutto e i nostri figli crescono come tutti. Il problema è culturale, le priorità di vita diverse. La crisi globale dei nostri tempi ha avuto mille spiegazioni ma ormai un po’ per volta si sta facendo avanti che il problema principale è proprio la denatalità. E più passa il tempo e più perdiamo occasioni per ridare stimolo ad una società che invecchia. Il nostro motto “Più bimbi più futuro” non rimanga inascoltato. I nostri politici devono essere lungimiranti e fare scelte dalle quali le future generazioni possano ottenerne giovamento.

 

A proposito di politica. In Senato è passata la legge sulle unioni civili anche tra persone dello stesso sesso al grido di “più diritti per tutti”. Oggi le famiglie numerose godono di pieni diritti? O patiscono una sorta di discriminazione?

Proprio in questo periodo, periodo di elezioni in molti Comuni, veniamo contattati dai vari candidati ai quali enumeriamo le nostre priorità. Sembrerà strano ma a parole c’è sempre un accordo bipartisan su quelle che sono evidenti iniquità verso la famiglia numerosa. Poi i fatti sono quelli che sono.

Sia a livello locale che a livello nazionale cerchiamo in tutti i modi di farci sentire. Abbiamo partecipato al Family Day, con chiarezza esprimiamo che ciò che viene fatto politicamente sulle unioni civili al grido “più diritti per tutti” è giusto. Mai giudicare nessuno. Sicuramente abbiamo dubbi sull’utero in affitto e sulla “stepchild adoption” che richiedono una analisi profonda perché sintomo di una perdita di valori drammatica. Il problema della mancanza dei diritti noi famiglie numerose la viviamo giornalmente: iniquità di trattamento, discriminazione reale. Partiamo subito a precisare che il detto «hai voluto la bicicletta… adesso pedala» è giusto , ma vorremmo che per lo meno la strada fosse in pianura come per tutti, e non in salita. Qualche esempio (che vale per tutti, ma per le famiglie numerose è più evidente): senza un quoziente familiare adeguato, una ISEE che consideri il valore dei figli – tutti i figli – allo stesso modo, siamo evidentemente penalizzati quando dobbiamo partecipare a eventuali bandi per sconti su mensa, trasporti, tasse. I consumi delle utenze suddivisi per carichi familiari sarebbero normalmente riferiti ad una soglia molto più bassa di quella normalmente calcolata ad oggi. Con la beffa che ci ritroviamo sempre a pagare con valori molto alti di consumi come se noi sprecassimo acqua, luce e gas. La carta famiglia è un primo traguardo, molto piccolo lo sappiamo, ma è comunque un inizio.

È possibile partecipare all’incontro anche se non si fa parte dell’associazione?

Periodicamente cerchiamo di incontrarci proprio per passare un momento insieme di svago e allegria, anche di scambio di idee. È un’occasione per incontrare amici con cui ci si sente a volte solo per telefono. Quando ci incontriamo è una festa, possono partecipare tutti; essendo una associazione abbiamo una tessera che tra l’altro viene utilizzata per sfruttare sconti con negozi, attività con la quale abbiamo realizzato delle convenzioni.

 

Info: www.famiglienumerose.orgcanavese@famiglienumerose.org

P.R.

Paolo e Marzia Tomaino