Giornali, televisioni, social: della morte di Gino Strada si è parlato ovunque. Oltre ai media ufficiali, tantissime persone comuni hanno scritto commenti, pensieri, ricordi.

La “sua creatura”, la Ong umanitaria, nata nel 1994 con un nome lunghissimo, Emergency-Life Support for Civilian War Victims, ma diventata subito semplicemente Emergency, è conosciuta in tutto il mondo per i tanti progetti, con oltre 11 milioni di persone curate fino ad oggi in 19 Paesi del mondo. E durante l’emergenza Covid-19 sono state messe a disposizione delle autorità sanitarie italiane le competenze di gestione dei malati, maturate in Sierra Leone durante l’epidemia di Ebola nel 2014 e 2015, oltre all’attuazione del progetto “Nessuno escluso” per le persone in difficoltà in 7 città italiane.

Gino Strada (foto Emergency)

I principi di eguaglianza, qualità e responsabilità sociale e gli obiettivi di cure gratuite e di qualità, medicina basata sui diritti, diffusione di una cultura di pace e la lotta per l’abolizione della guerra hanno contraddistinto Emergency nella sua lunga attività riconosciuta fin dal 2006 come organizzazione non governativa partner delle Nazioni Unite – Dipartimento della Pubblica Informazione.

Gino Strada ne è stato, oltreché fondatore, chirurgo e direttore esecutivo, l’anima che sapeva “sognare, divertirsi, inventare mille cose”. Mettendo al centro i pazienti, che “vengono sempre prima di tutto” come era solito dire in ogni occasione, in cui parlava della difficilissima opera del chirurgo di guerra, che “è un lavoro faticoso – diceva – ma è anche, per me, un grande onore”.

Gino Strada (foto Agensir)

Non lo abbiamo conosciuto personalmente, ma abbiamo avuto occasione di sentire alcuni volontari dell’Associazione Amici di Ampasilava (di cui facciamo parte e che ha costruito e sostiene un ospedale nel sud del Madagascar) che lo hanno descritto come una persona eccezionale dal punto di vista professionale ed umano, una persona “vera” per definirlo con una sola parola.

Lucy e Francesco Pagani – Centro Missionario Diocesano