Ludovico Sanmartino nel concorso di letteratura provenzale alpina “Uno terro, uno lengo, un pople” ha ottenuto il 1° premio nelle categorie Poesia e Musica e Parole. La proclamazione è avvenuta il 20 novembre scorso durante la Festo de Nosto Lengo – giornata dedicata alle parlate di radice provenzale delle Alpi tra Piemonte e Provenza – a Sancto Lucio de Coumboscuro in valle Grana.

 

Uno terro, uno lengo, un pople

Ha una lunga tradizione il concorso di letteratura provenzale alpina “Uno terro, uno lengo, un pople”. Ma in quarant’anni non era mai accaduto che uno stesso autore ricevesse un doppio riconoscimento dagli organizzatori del Coumboscuro Centre Provençal

Questo onore, nell’edizione 2021 (il Covid aveva fatto saltare l’evento dello scorso anno), è toccato a Ludovico Sanmartino, giovane cantautore originario di Salza di Pinerolo, che si è visto assegnare lo scorso 20 novembre il 1° premio nelle categorie Poesia e Musica e Parole durante la Festo de Nosto Lengo – giornata dedicata alle parlate di radice provenzale delle Alpi tra Piemonte e Provenza – a Sancto Lucio de Coumboscuro in valle Grana.

Con la poesia racconta la sua terra

Ludovico, secondo la giuria, “nelle sue creazioni liriche ed in forma di canzoni, ha condensato, tra efficacia e grazia, un coinvolgente lirismo sociale ed intimo, quasi una denuncia della fragilità umana stretta allo stesso tempo tra sofferenza e riscatto”. E ancora “racconta la sua terra, cosciente che le proprie radici sono linfa lirica contemporanea, senza negarsi al confronto con il mondo, che solo una cosciente appropriazione ed uso della lingua madre può sorreggere. Non a caso, il suo cognome dà nome e destino alla sua valle”.

Chiunque fa qualcosa con amore è a suo modo un poeta

Ludovico si schermisce: «Non mi sento un poeta. O meglio penso che chiunque fa qualcosa con amore, un mestiere, un’arte, un lavoro è a suo modo un poeta». E la musica per questo ragazzo del ‘99 è qualcosa più di una passione: «Ho iniziato a suonare la chitarra alle elementari, ho smesso e poi ricominciato alle medie, appassionandomi in particolare al cantautorato francese con quelle sue canzoni così autentiche e allo stile musicale delle nostre parti».

L’importanza delle radici

Per Sanmartino il legame con le sue radici è importante, come testimonia la scelta di scrivere molte canzoni in patois, che lui giustamente preferisce chiamare “provenzale”. E se nel primo album “El Dorado” l’uso del patois è più casuale, nell’ultimo lavoro “Signora Culturina” assume una valenza speciale.

Signora Culturina, un concept album

«Si tratta di un concept album – spiega – in cui cerco di raccontare, alternando stili e musicalità la storia di una cultura, quella della val Chisone e della val Germanasca. Una storia tra presente, raccontato dalle canzoni in italiano, e passato attraverso le storie dei personaggi delle nostre valli, in provenzale». E se il presente improntato alla comodità e al superfluo sembra decretare la fine della cultura alpina, «il racconto del passato e delle sue radici fondate su lavoro umile e amicizia permette di recuperarla!»

La band di Ludovico

Ad accompagnare Ludovico nel lavoro in studio come nei concerti ci sono altri giovani e bravi musicisti locali: Matteo Pons (armonica a bocca e seconde voci), Nicholas Scontus (chitarra elettrica), Paolo Bonnet (percussioni di ogni tipo). «Dobbiamo molto anche a Massimiliano Mosca (bassista), che ora però sta seguendo un altro progetto».

Dove trovare i suoi cd

In attesa di un nuovo album – due inediti sono già pronti – i cd di Ludovico (con le traduzioni in italiano dei brani in patois) si possono acquistare presso alcuni locali delle valli (Bar Bonsai di Perosa, Chez Nous a Pomaretto e Le Petit Chemin di Villaretto).

GR