24 Giugno 2026
Dal Teatro Angrogna, ricordando Elvio Fassone
Il Teatro Angrogna ricorda il magistrato Elvio Fassone, amico e sostenitore del gruppo e ne ripropone le lucide riflessioni sulla Carta Costituzionale.
Elvio Fassone è stato per molti anni un Amico e Sostenitore del GTA. Ci incontrammo per la prima volta nel febbraio del 2000, quando ci chiese di scrivere un testo sulla sciagura della miniera del Beth, in alta Val Troncea.
Una collaborazione che si concretizzerà anche nel dar voce alla presentazione del Suo libro “Fine pena ora”, in cui ricostruiva la vicenda di un affiliato al clan dei Catanesi che aveva condannato all’ergastolo, e con il quale aveva poi iniziato una lunga corrispondenza epistolare.
Sue le prefazioni al testo de “L’Altrastoria” (2012) e quella lunga e articolata che nel 2014 aprirà le pagine del volume “Montagne e libertà: 40 anni di spettacoli del Teatro Angrogna”
Sono gli anni in cui Elvio si trova a condividere l’amara pagina della scissione interna che aveva rischiato di porre fine con largo anticipo all’attività del gruppo, finendo anche in tribunale. Ma, grazie anche ai Suoi preziosi consigli, la denuncia finirà con l’essere archiviata.
Abbiamo ricordato Elvio qualche settimana fa in quel di Piscina nel teatro-canzone “Oltre il ponte: Resistenza e Costituzione”, e riteniamo sia importante riproporre la pagina finale dello spettacolo, con le considerazioni lucide, puntuali ed attente del Magistrato Pinerolese relative alla Carta Costituzionale, di cui nel 2028 ricorreranno i 70 anni dall’entrata in vigore.
ATTRICE 1: “La nostra Costituzione – scriveva il Senatore – è considerata tuttora una delle migliori del mondo. Nata dalla Resistenza, essa ha rappresentato fin dal 1948, in un momento storico eccezionale e irripetibile, una rottura non soltanto con l’ordinamento precedente, ma addirittura con il nostro modo profondo di essere, di sentire, di confrontarci. In un paese abituato da secoli alla furberia, alla illegalità, al clientelismo, alla mancanza di princìpi, all’arte di arrangiarsi e all’arruffianamento, al disprezzo delle leggi e di tutto ciò che è pubblico, la moralità profonda e solidale della Costituzione poteva rappresentare un’autentica rivoluzione”
ATTORE 1: Ma così non è stato, forse anche perché – aggiunge Fassone – “gli italiani hanno vissuto oltre 20 anni nell’attesa che venissero realizzati quanto meno gli organismi istituzionali previsti, e altri trent’anni e più sotto la crescente pressione per riformarla. Ciò significa che di questa “buona” Costituzione, gli italiani hanno goduto fino ad ora per poco più di un decennio. Piuttosto sconvolgente – concludeva l’ex componente del Consiglio Superiore della Magistratura;- se si pensa al mare di retorica celebrativa che l’ha saputa accompagnare”
ATTRICE 2: Già, perché una cosa è stabilire i princìpi e segnarne i limiti. Altra cosa è invece non vederli realizzati dopo quasi 80 anni. La tutela della persona umana prevista dalla Costituzione, come abbiamo visto, è ancora inadeguata, così come è ancora inadeguata ed insufficiente la tutela dei cittadini. Colpa di chi, ci chiediamo? Sicuramente dei Parlamenti e dei Governi che si sono succeduti nelle cosiddette prima, seconda ed ora terza repubblica, i quali non sono stati finora in grado di fare delle leggi che potessero rendere concreti i precetti costituzionali.
ATTORE 2: Ma è anche colpa nostra che, come cittadini, forse abbiamo fatto davvero poco per costringere i parlamentari a cui abbiamo dato il voto a rendere concreti gli strumenti che traducano in realtà quotidiana le norme che riguardano, ad esempio, la tutela dei diritti degli Ultimi. Come ebbe a scrivere don Lorenzo Milani: “Che ti serve avere le mani pulite, se le tieni in tasca?”
Canzone!
CORO: Ma sta Costituzione dopo 80 anni è ancora da far: I nostri governanti si dicon democratici, ma intanto non c’è lavoro, s’ammazzano le donne, si spara agli emigranti e noi si sta tutti zitti, a fare i nostri affari, a stare chiusi in casa invece di darci da fare perché questa Costituzione non venga tradita e sia sempre realtà! Perché questa Costituzione non venga tradita e sia sempre realtà!
Jean Louis e Maura Sappé
24 giugno 2026
Grazie, Partizio, a te e a tutta la redazione, per aver dato come sempre spazio al nostro messaggio! JL c on Maura