Cantalupa. Un incontro con la Chiesa dell’Oceania. Il video Una imponente croce in legno sorge al termine di una Via crucis immersa del verde. Non è un santuario ma il giardino dei signori Costa, nei boschi di Cantalupa. In questa suggestiva cornice abbiamo incontrato, quasi per caso, suor Josephine Ansham. La presenza in Val Noce di questa suora tahitiana, infatti, stava per passare inosservata. E sarebbe stato un vero peccato perdere l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con questa religiosa piena di entusiasmo e ricca di esperienza.
Suor Josephine parla francese, inglese e spagnolo. Per capirci ci affidiamo alla traduzione di Riccardo Maspoli marito di Daniela Costa e amico della suora.
Da dove viene, suor Josephine?
Da Tahiti . Nella Polinesia Francese. Oceano Pacifico.
A quale congregazione appartiene, e come è arrivata a Cantalupa?
Faccio parte delle sorelle di San Giuseppe di Cluny. C’è stato il capitolo generale della congregazione a Parigi e così sono venuta in Europa. Ma prima di andare a Roma dal Santo Padre, ci siamo voluti fermare qui dai nostri amici, Daniela e Riccardo, che abbiamo conosciuto durante il loro viaggio di nozze nel nostro paese.
Che ruolo ricopre nella congregazione?
Io sono la responsabile delle consorelle della Polinesia, della nuova Caledonia e delle isole malesi. Per spostarmi da una comunità all’altra a volte occorrono anche sei ore di volo!
Di che cosa si occupa la sua congregazione nelle isole del Pacifico?
Ci occupiamo di educazione e di pastorale. C’è il focolare dei giovani. Poi seguiamo bambini in difficoltà. Con me c’è la direttrice di questa sezione, suor Teresa. Abbiamo una emittente radio e una televisiva… tempo fa mi occupavo anche di comunicazioni.
Come sono i giovani cattolici del Pacifico?
I giovani sono molto attratti da tutto ciò che arriva dagli USA e dall’Europa, ma sono consapevoli della responsabilità di portare il messaggio cristiano nelle Isole.
Che cosa può insegnare la Chiesa polinesiana a quella europea?
La Chiesa qui sta attraversando una forte crisi di fede e di identità. Da noi questa crisi sta iniziando… ma i credenti polinesiani possono ancora insegnare l’orgoglio e la gioia di testimoniare la fede in Gesù Cristo.

L’intervista termina con un pacato – o pacifico? – saluto della suora che ringrazia e promette di ricordarsi di noi nelle sue preghiere. Uno dei ragazzi che accompagna suor Josephine ci offre un canto nella sua lingua di origine. Il canto si fonde con il vento della sera e crea un’atmosfera davvero esotica. Prima di accomiatarci riceviamo una lunga collana di conchiglie. Un segno di accoglienza e di amicizia che vale più di mille parole.

Cristina Menghini

Guarda il video
Suor Josephine Ansham