27 Maggio 2026
Scrittori ai fornelli, la letteratura ritrova il sapore della vita
Nel libro “Assaggi letterari” Domenico Carosso e Silvia Mazza attraversano le opere di grandi autori di ieri e di oggi
Gogol, Manzoni, Tomasi di Lampedusa, Mario Rigoni Stern e molti altri. Nel libro “Assaggi letterari. A tavola e in cucina con i grandi autori” (Vita editrice) li ritroviamo tutti a tavola o alle prese coi fornelli. L’idea è nata da uno dei due autori, il compianto Domenico Carosso, che per anni firmò su queste pagine una raffinata capace di rubrica con l’obiettivo di leggere la grande letteratura partendo dalla tavola, dalle cucine, dai profumi e dai gesti quotidiani del mangiare. Il suo lavoro è stato completato da Silvia Mazza, insegnante di Scienze degli alimenti.
Il merito del libro sta proprio nell’andare oltre la semplice curiosità gastronomica. Carosso e Mazza non costruiscono solamente un repertorio di ricette o di aneddoti culinari sugli scrittori, ma un percorso culturale originale nel quale il cibo diventa una lente attraverso cui osservare gli autori, le loro epoche e il loro immaginario. Una pietanza, un vino, un pranzo di famiglia o un banchetto aristocratico smettono così di essere dettagli marginali e si trasformano in elementi narrativi carichi di significato.
La forza del volume nasce soprattutto dalla sinergia tra i due autori che nella vita reale non si sono mai incontrati. Domenico Carosso porta nel testo la capacità del narratore: il gusto dell’episodio, l’attenzione al dettaglio umano, la leggerezza intelligente che rende accessibili anche gli autori più complessi. I grandi nomi della letteratura diventano improvvisamente vicini, concreti, immersi nelle loro abitudini, nelle loro passioni e nei loro piccoli riti quotidiani. Dopo la sua scomparsa, il libro acquista inevitabilmente anche un valore ulteriore, quasi testamentario: resta la traccia di uno sguardo curioso e profondamente innamorato della cultura.
Silvia Mazza offre invece al volume profondità interpretativa e solidità critica. La sua presenza si percepisce nella capacità di collegare continuamente il tema del cibo alla biografia degli autori, ai contesti storici e ai significati letterari delle opere. Nulla viene lasciato al livello dell’aneddoto. Dietro un piatto o una scena conviviale emergono temi più grandi: il rapporto con la memoria, con la povertà, con il desiderio, con le radici e con l’identità sociale.
È proprio questo equilibrio a rendere “Assaggi letterari” un libro particolarmente riuscito. Colto senza essere accademico, divulgativo senza diventare banale.
Importante il contributo di Rinaldo Merlone, per molti anni dirigente scolastico dell’istituto di istruzione superiore Arturo Prever di Pinerolo e poi Rettore della Scuola Italiana Paritaria “Arturo Dell’ Oro di Valparaiso in Cile. In un’articolata prefazione, nella quale miscela sapientemente sotira, antropologia ed esperienza personale, aiuta a dare ulteriore compattezza al progetto e ad ampliarne l’orizzonte culturale. Il suo intervento rafforza l’idea centrale del volume: la cucina non come semplice spazio domestico, ma come luogo simbolico dove si intrecciano memoria, relazioni, identità e racconto.
Uno degli aspetti più convincenti del libro è la sua capacità di parlare a pubblici molto diversi. Può interessare chi ama la letteratura, chi insegna, chi cucina o semplicemente chi prova curiosità per gli scrittori osservati da un punto di vista meno convenzionale. E forse è proprio questa la sua intuizione più felice: ricordare che i grandi autori non vivevano soltanto nelle biblioteche o nelle accademie, ma anche attorno a tavole apparecchiate, dentro cucine rumorose, nei profumi della loro terra e nei sapori della loro infanzia.
Chi era Domenico Carosso?
Nato a Brusasco nel 1946 e scomparso improvvisamente il 25 marzo 2020, Domenico Carosso è stato insegnante, scrittore, poeta, traduttore e critico letterario. Dopo la laurea all’Università di Torino ha insegnato per molti anni nelle scuole superiori, affiancando all’attività didattica una intensa ricerca culturale che lo ha portato a occuparsi di letteratura, arte e cinema, con particolare attenzione al mondo mitteleuropeo e al cinema tedesco.
Collaboratore di lunga data di Vita Diocesana Pinerolese, ha lasciato al giornale parte della sua biblioteca personale e alcuni manoscritti inediti. Tra i suoi studi figurano saggi dedicati a Kantor, Hölderlin, Proust, Mario Soldati, Herzog e Fassbinder. Come traduttore ha curato opere di autori complessi come Ernst Jünger e Godehard Schramm.
Profondamente legato a un umanesimo cristiano, Carosso sapeva unire rigore intellettuale, spiritualità e gusto narrativo. Anche nei suoi scritti gastronomico-letterari emergeva la capacità di leggere il cibo come elemento culturale e umano. Negli ultimi anni stava lavorando a un volume dedicato ai Santi sociali piemontesi. Di lui restano la raffinatezza dello sguardo, la sensibilità e una ricerca costante di verità e bellezza.

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