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Lettere al direttore  

Una proposta per rilanciare la speranza

Una proposta per rilanciare la speranza

Rifondazione Comunista dichiara conclusa l’esperienza della giunta “anomala” a Pinerolo e propone una lista incentrata su giustizia sociale e no alla guerra.

Pinerolo, 30 giugno 2026

Negli ultimi dieci anni  a Pinerolo abbiamo avuto una giunta “anomala”, che ha portato nell’amministrazione comunale un po’ di quella speranza che il movimento 5 stelle aveva saputo sollevare nella prima fase della sua esistenza. A questa giunta ed in generale alla vita dell’amministrazione ha partecipato anche una componente di sinistra con cui abbiamo condiviso molti contenuti e obiettivi politici.

Per questi motivi, pur non condividendo il progetto complessivo, Rifondazione Comunista non si è presentata alle ultime tornate elettorali in comune: molte istanze che abbiamo storicamente rappresentato erano comunque presenti in quell’esperienza.

Oggi prendiamo atto che quell’esperimento è finito. Non vogliamo discutere in questa sede le ragioni di questo esito ma è del tutto evidente che l’ingresso a pieno titolo del PD nella coalizione “di maggioranza” e lo sfrangiamento della coalizione stessa parlano della chiusura dell’esperienza cominciata 10 anni fa e dell’esportazione a Pinerolo dello schieramento tradizionale del centro sinistra nazionale.

Tutto questo avviene in un quadro complessivo pesantemente deteriorato. Non sfugge a nessuno come la guerra sia entrata prepotentemente nella nostra vita. Una guerra che non solo produce morti e feriti ma affossa l’economia del nostro paese e motiva un enorme aumento delle spese militari italiane, sia per il nostro esercito che per il finanziamento alla guerra in Ucraina: 20 miliardi in più solo per quest’anno. Chiunque può capire che l’aumento esponenziale delle spese per la guerra determina la distruzione del welfare, della sanità pubblica e il taglio brutale del finanziamento degli Enti locali.

Noi siamo totalmente contrari a questa politica, che distrugge diritti e alimenta le sofferenze umane. Viceversa il Partito Democratico – e in modi più sfumati gli altri partiti del centro sinistra – è completamente impegnato in questa politica guerrafondaia di finanziamento della guerra in Ucraina e di riarmo.

Le politiche di guerra non sono un fatto lontano ma scelte compiute dal parlamento che pesano come un macigno sui territori, sulla vita delle persone, determinando l’impossibilità da parte dello stato di garantire i servizi ai propri cittadini. La scarsità di denaro obbliga gli enti locali a tagli ed a svendere tutto ciò che è rimasto di pubblico, come vediamo anche nel caso della gestione dei beni essenziali come l’acqua.

Noi pensiamo che questo indirizzo politico, che vede convergere  centro destra e centro sinistra, sia completamente sbagliato, debba essere contrastato al fine di costruire una alternativa. Non possiamo accettare che la politica si riduca ad amministrare queste scelte che si muovono in una direzione del tutto sbagliata.

Alcune azioni che hanno caratterizzato per dieci anni l’amministrazione di Pinerolo sono infatti scaturite proprio dalla maggioranza che ha governato.

Pensiamo alle politiche di inclusione, al potenziamento delle iniziative di sostegno alla povertà, alla scelta di operare in continuità con le amministrazioni precedenti, di cui Rifondazione ha fatto parte, per quanto riguarda i servizi alla persona.

Ma in particolare le scelte che hanno caratterizzato politiche urbanistiche in netta controtendenza con il passato,  come la realizzazione del progetto «cintura verde» e un taglio significativo, mai praticato prima, della cubatura delle aree edificabili  potrebbero essere rimesse in discussione con la conclusione di questa amministrazione.

In questi anni l’amministrazione ha lavorato per rendere Pinerolo un «posto sicuro» inteso come un luogo in cui si hanno a cuore i diritti dei cittadini al lavoro e alla sicurezza sul lavoro, ad una casa, ad una vita dignitosa, a scuole accoglienti, a impianti sportivi aperti a tutte e tutte, alla tutela del territorio. Il rischio concreto è che l’idea stessa di «città sicura» si trasformi, con l’applicazione di quel concetto di sicurezza che comporta la limitazione dei diritti e delle libertà dei cittadini stessi.

Ovviamente Pinerolo non è priva di problemi e nella crisi del paese la precarietà, la disoccupazione, le diseguaglianze, le marginalità crescono anche a Pinerolo.

Ma proprio per questo, in questa situazione – nuova ma non positiva – riteniamo necessario avanzare una proposta politica che si ponga l’obiettivo di porre al centro dell’attività amministrativa pinerolese la lotta per la difesa dei diritti dei cittadini e contro questa deriva guerrafondaia. La politica non può essere ridotta ad amministrazione di scelte sbagliate compiute dagli stessi partiti che poi a livello locale fanno lacrime di coccodrillo sulla scarsità di risorse. Vogliamo inoltre evitare che il complesso delle pratiche e delle idealità che sin dagli anni ‘70 hanno sempre positivamente caratterizzato la sinistra di alternativa pinerolese, scompaiano dalla scena politica della nostra città.

Per questo proponiamo di verificare se vi sono le condizioni per dar vita ad una lista di alternativa a Pinerolo, che si batta per la giustizia sociale intrecciata con il no alle spese militari e alla guerra. Una lista che si ponga l’obiettivo di portare in consiglio comunale i propri rappresentanti al di fuori di qualunque accordo con i poli politici esistenti. Una lista che aggreghi tutte le forze disponibili a costruire l’alternativa a Pinerolo e che si impegni a farlo per 5 anni, fuori e dentro l’aula consiliare. Una lista che – nel caso non andasse al ballottaggio – interrompa la sua campagna elettorale al primo turno, lasciando liberi i propri elettori di decidere cosa fare al secondo turno. La legge elettorale ha due turni e proponiamo esplicitamente di utilizzare il primo per garantire la presenza in consiglio comunale di una rappresentanza di chi a Pinerolo non vuole rassegnarsi ad un futuro di guerra e scarsità. Ognuno poi userà responsabilmente il suo voto nel secondo turno – se ve ne sarà bisogno – per decidere il sindaco.

Circolo di Pinerolo del Partito della Rifondazione Comunista

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