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Lettere al direttore  

Sbarchi clandestini: l’urlo di dolore della Sicilia

Sbarchi clandestini: l’urlo di dolore della Sicilia

Spett.le Redazione, giovedì 3 ottobre, nei pressi dell’isola dei Conigli, a Lampedusa, è stata consumata una strage di migranti, senza precedenti, 94 morti e 300 dispersi, ancora in via di ritrovamento, provenienti dall’Africa.

Un barcone che conteneva circa 500 clandestini eritrei e somali, avrebbe dovuto sbarcare all’isola dei Conigli, vicino Lampedusa, ma all’improvviso il mezzo di trasporto, troppo carico, e in condizioni critiche, si è rovesciato, buttando in acqua centinaia di clandestini a bordo. Sono stati recuperati i cadaveri di 94 persone, tra cui due bambini e una donna incinta.

L’ennesima tragedia che ha seminato morti innocenti e ha fatto assistere ad uno scempio umano, che genera orrore e sgomento. I cadaveri trasportati prima sul molo Favarolo, a Lampedusa, sono stati poi, trasferiti all’hangar dell’aeroporto. Anche il Papa ha gridato “Vergogna!”

Il problema dell’immigrazione, è diventato per la Sicilia, uno dei più gravi. L’immigrazione clandestina è una scottante realtà con la quale i siciliani stanno convivendo, trovandosi spesso a dover decidere da soli il destino di poveri sfortunati, spesso in fuga da guerra e miseria. Dopo l’emergenza sbarchi si presenta quella dell’accoglienza che risulta sempre più difficoltosa data l’impossibilità di offrire lavoro e alloggi.

La Sicilia ha dato moltissime volte dimostrazione di solidarietà e di accoglienza. Il vero problema è rappresentato dal post- arrivo di queste persone sventurate, che hanno a che fare con una cultura, lingua, abitudini, costumi e mentalità diverse, spesso in contrasto con le loro, andando incontro a disagi psicologici non indifferenti, nonostante la loro grande volontà di accettare una realtà diversa, e il loro spirito di sacrifico.

Ma questa cruda realtà è resa ancora più insopportabile, dalla mancanza di lavoro e dalla necessità di adattarsi a qualsiasi occupazione che serve solamente a tamponare provvisoriamente le esigenze, che poi si ripresentano puntualmente e rimangono senza soluzione.

È davvero ormai improrogabile un intervento europeo che metta fine a questo scempio umano e alle innumerevoli vittime che hanno trovato solo morte, oltre la delusione, sconfortando i sopravvissuti e sconvolgendo coloro che hanno assistito a queste situazioni disperate.

Situazioni che non hanno trovato nessuna reale via d’uscita, se non un’accoglienza che purtroppo non basta a garantire un futuro dignitoso e sicuro.

Consuelo Greco

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