Caro Direttore,

con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative a Pinerolo si svolgono incontri pubblici sui temi dell’ambiente e della gestione del territorio, cui anche la nostra Associazione viene invitata.
Come Associazione Circolo Legambiente non sosteniamo alcuno specifico candidato o partito o lista, ma siamo interessati a sottolineare quali sono a nostro avviso i punti qualificanti su cui occorrerà
che la futura amministrazione si impegni e siamo disponibili al confronto in merito. 

In termini generali ci pare importante che chi si appresta a governare abbia una visione complessiva del possibile futuro della città e questo a nostro avviso non può essere pensato se non in relazione con il territorio in cui Pinerolo è inserita. La storia stessa e la geografia hanno contribuito a generare vocazioni che costituiscono la ricchezza del pinerolese e non consentono di attribuire alla città una identità prevalente o esclusiva.

Pinerolo è cresciuta grazie alla ricchezza di acque come territorio agricolo (e lo è ancora, pensiamo al suo secolare mercato ortofrutticolo), come sede di industrie fin dal medioevo (come non pensare al Moirano  e alla possibilità di realizzare  un percorso che illustri la sua ricchissima storia?), è stata luogo di incontro di lingue e religioni (di qui anche la sua vocazione di  “polo culturale”), è fisicamente legata alle montagne (e potrebbe esserne porta e vetrina) ma anche alla pianura dei frutteti e del mais, accoglie una moltitudine di studenti provenienti da tutta l’area.

Molti dei servizi più importanti per la collettività come i servizi ambientali ed energetici, la fornitura idrica e la depurazione, i servizi turistici, i trasporti e la mobilità, l’istruzione e la cultura non possono più essere programmati, organizzati e gestiti in modo sostenibile ed efficiente se non adottando dimensioni e reti di cooperazione che coinvolgano territori ampi ed omogenei.

Il Comune ha un patrimonio significativo di beni immobili che potrebbero ben rispondere a queste diverse “richieste” ospitando “attività di servizio al territorio” pubbliche ma anche private: servizi culturali (biblioteca, musei, teatro, residenze per studenti), ma anche strutture per l’agricoltura di qualità, il turismo sostenibile, il benessere. La qualità dell’ambiente, oggi più che mai, può essere una vocazione vincente. 

Le montagne olimpiche stanno elaborando progetti sul cicloturismo che potrebbero facilmente collegarsi a buone piste ciclabili in città e pianura (e relative strutture di servizio, officine…). Le “linee d’acqua” presenti (Lemina, Chisone, Moirano) potrebbero essere valorizzate ed offrire interessanti passeggiate naturalistiche. L’economia circolare (energia, riciclaggio, riuso …)  appare uno dei pochi settori produttivi in crescita. Le aree infraurbane da “riqualificare” (pensiamo all’area Turk, ma non solo) potrebbero essere progettate e presentate come “eco quartieri” ad alta sostenibilità, con case ad alta efficienza energetica, recupero di acque meteoriche, orti collettivi, circolazione solo pedonale e ciclistica.

Alle porte d’Italia, perché non immaginare Pinerolo, che lo stesso De Amicis definiva “la Nizza del Piemonte”, come vetrina di buone pratiche di sostenibilità, “città amica dell’ambiente”?

ALCUNI PUNTI QUALIFICANTI PER LA PROSSIMA AMMINISTRAZIONE

  1. Dare concretezza a quanto previsto nella variante 3 erre al Piano regolatore in termini di riduzione del consumo di suolo, salvaguardia della cintura verde attorno alla città, ammodernamento e miglioramento del patrimonio edilizio esistente. La condivisibile ispirazione contenuta nelle linee guida della variante non ha infatti trovato finora una visibile realizzazione.
  2. Dare attuazione alle azioni previste dal PAESC in merito alla riqualificazione energetica di edifici sia pubblici che privati e della illuminazione pubblica, alla riduzione delle emissioni dovute al traffico veicolare, anche con l’istituzione di “zone 30” e con una maggiore efficienza del trasporto pubblico in città.
  3. Il PUMS ha tracciato gli indirizzi per una maggiore sostenibilità della mobilità in Pinerolo, di cui la pista ciclabile ha costituito la prima condivisibile attuazione. Occorre avviare le altre azioni previste dal piano. Ma non si può al contempo ignorare il traffico derivante dalla funzione di Pinerolo come capoluogo dell’intera area che comprende le valli e la pianura circostante. Deve essere resa sostenibile ed efficace anche l’intera mobilità in entrata ed in uscita dalla città, diminuendo quanto più possibile il percorso di bus inquinanti nel centro cittadino.  Questo significa a nostro avviso, in primo luogo, impegnarsi perché la Regione dia corso al contratto con Trenitalia per un miglior collegamento ferroviario con Torino, compreso ovviamente il riavvio della tratta Pinerolo-Torre Pellice. Ma andrebbe svolta una opportuna azione anche per il miglioramento dei collegamenti via bus con la Val Chisone sia in termini di orario e coincidenze, che di qualità dei mezzi. Perché non ipotizzare su questa direttrice l’adozione dei bus a basse emissioni che si vorrebbero sostituire alla ferrovia già esistente, e poco inquinante, verso la Val Pellice? La rete di ricarica auto elettriche, oggi del tutto sottodimensionata in città (Via Saluzzo, Abbadia e      presso Eataly!).
  4. Aumentare, in ogni possibile collocazione, gli alberi presenti nel tessuto cittadino, non solo come elemento di abbellimento ma anche e soprattutto per la loro funzione di fissazione della CO2, di mitigazione delle ondate di calore estivo, di accrescimento del benessere pubblico.
  5. Avviare senza indugi la tariffazione puntuale della raccolta dei rifiuti e monitorare la qualità delle raccolte differenziate per verificare il reale impatto della scelta fatta dall’amministrazione uscente di utilizzare nuovi cassonetti stradali anziché un sistema di prossimità. Prevedere l’abbandono dell’attuale sistema qualora i risultati non fossero soddisfacenti non solo dal punto di vista quantitativo ma anche qualitativo e l’adozione della raccolta di prossimità. Promuovere iniziative culturali volte ad accrescere la sensibilità della popolazione ai temi della riduzione dei rifiuti, del riuso dei beni, della cura del territorio.
  6. Realizzare finalmente la prevista risistemazione del mercato dei produttori agricoli, riqualificandolo e valorizzando le coltivazioni biologiche e di vicinanza, con certificazione della       filiera. Promuovere la cultura del cibo “sano, buono e giusto” intendendo per “giusto” sia l’adeguata remunerazione dei produttori che quella dei lavoratori agricoli, contro tutte le possibili forme di sfruttamento materiale e salariale.
  7. Avviare a soluzione i problemi relativi agli edifici storici e alle aree degradati (Palazzo “Acaia”,      Collegio dei Gesuiti, area all’ingresso di Abbadia Alpina).
  8. Per l’area Turk in particolare il progetto di riqualificazione presentato qualche tempo fa ci lascia perplessi, soprattutto per la previsione di due “torri” residenziali poste all’ ingresso dell’area. Vorremmo ricordare che qui, lungo il Rio Moirano, si concentrò per secoli lo sviluppo produttivo-industriale di Pinerolo e questa storia meriterebbe di essere adeguatamente divulgata e valorizzata. Riqualificare l’intera area, prevedendo anche la possibilità di edifici residenziali, di spazi verdi, di percorsi di collegamento con il quartiere di Borgo Nuovo, dovrebbe perciò a nostro avviso salvaguardare la possibilità che vi trovi spazio una sede per questa memoria storica, sia pure occupando solo parzialmente il fabbricato ancora esistente, che è la versione otto-novecentesca della manifattura.
  9. Completare il recupero e la riorganizzazione museale di Palazzo Vittone, riprendere in esame il progetto di “piazza della cultura” negli edifici della Bochard anche con adeguata collocazione in parte del complesso dei servizi bibliotecari, progetto che a suo tempo fu predisposto con una metodologia partecipata.
  10. Rendere Pinerolo capofila autorevole del territorio anche nella definizione di politiche e strategie turistiche che promuovano un uso sostenibile della montagna, dei suoi valori storici e culturali, del suo ambiente naturale.

per il Circolo Legambiente Pinerolo

                                                                         Il presidente Carlo Bianco