Lettera ai fratelli che celebrano Halloween e tutti i Santi

Carissimi fratelli e amici, la tradizione italiana e del Piemonte in particolare, specie delle zone di montagna, a partire dai suoi antenati ha avuto sempre un nobile culto dei defunti. Tale evento dice una presenza dell’estinto percepita diversamente, un riconoscere che la vita continua. Nella mia terra, la Puglia, ci sono molti ipogei, cioè case per morti scavate sotto terra. I nostri ipogei nella loro forma richiamano il grembo materno, simbolo di vita e non di morte. I defunti che venivano posti all’interno, erano posizionati in maniera fetale, come dei bambini nel grembo materno, simbolo di morte come nuova nascita. Anche tante tradizioni, poesie e narrazioni parlano in maniera rispettosissima di quello che è il culmine del mistero della sofferenza: la morte. Nessuno di noi può dire esattamente cosa sia la morte, ma ognuno può aver sperimentato cosa possa significare con la perdita di una persona cara. La filosofia, la poesia, la narrativa, l’arte hanno un grande rispetto di questo mistero dinanzi al quale ci si ferma a pensare. Lo stesso cinema e teatro hanno avuto tantissime ispirazioni da tale mistero, basti solo pensare alla tragedia. Come poi non ricordare i canti popolari e splendidi testi di cantautori che attingono il “flatus” di tanta bellezza proprio alla tragicità dell’esistenza. Il silenzio e la meditazione dovrebbero essere gli atteggiamenti da vivere, attraverso cui lasciare spazio alla nostra intimità, per risignificare anche i gesti più banali della esistenza.

Un mio confratello quando si trovò dinanzi ad una persona arrabbiatissima, per aiutarla a ritrovarsi, come metodo, la invita ad andare al cimitero ed a fermarsi almeno per un’ora. Lì è più semplice capire la relatività dei problemi, il fatto che la nostra vita è una parentesi, lì comprendiamo meglio in fondo cosa siamo e cosa saremo. Le affermazioni fatte fino ad ora non appartengono alla religione, ma al buon senso ed alle sane tradizioni.
Ho scoperto con immensa gioia che nel “patuà” non esiste la bestemmia.
È importante chiedersi, specie per i più giovani: perché prendere il peggio da altri, se nella mia tradizione posso avere il meglio? Perché posso vivere e trasmettere tradizioni rispettose, mentre poi attingo a feste pagane che lo stesso mondo anglo-americano sta cercando di debellare? Credo che il cristianesimo, anche per chi non è credente, abbia qualcosa da dire su questo punto. La sacralità del corpo è tale che va rispettata e benedetta. La sepoltura è come una semina per un corpo glorioso. La vita umana è paragonabile a un verme che striscia, ma la morte diviene il bozzolo della trasformazione per diventare farfalle. Tra vermi e farfalle c’è una differenza notevolissima, eppure tutte le farfalle erano dei bruchi. La morte è come quel bozzolo che tutto trasforma. Vi è una differenza notevolissima tra un seme ed una spiga; eppure la spiga è venuta da quel seme che, morto nella terra, produce vita nuova. La terra, il marcire è per una vita nuova. Il seme deve morire per portare frutto. Per questi motivi, e altri su cui non mi soffermo, credo che più che stare a combattere Halloween con una vuota intransigenza, come educatori, genitori e formatori abbiamo la responsabilità di educare le giovani generazioni ed i nostri bambini. Invito tutti alla conoscenza e riflessione nei propri ambienti, dalle scuole alle case, come anche ai luoghi formativi o di svago come biblioteche o palestre. Non si può amare ciò che non si conosce! Credo che questa festa commerciale sia passata soprattutto perché non si conosce abbastanza la festa di tutti i santi.
Nella notte del 31 ottobre, capodanno dei satanisti, si compiono le profanazioni più efferate. Prima di dire Halloween sì o Halloween no è bene chiedersi: “So veramente cosa sta dietro a tutto questo?”

Un pensiero di grande stima va dato ai nostri fratelli cristiani ortodossi; infatti la celebrazione di tutti i santi è paragonabile alla Pasqua. Celebrare con un’unica festa tutti i santi, specialmente le persone buone che abbiamo conosciuto in vita e che fanno parte di questa schiera, credo che richieda il rispetto di tutti, anche quello di chi non crede (fuso insieme), senza lasciare nessuno spazio al discernimento ed a una sana critica. Auguro a tutti una felice solennità di tutti i santi e commemorazione dei defunti.

Con affetto e amicizia
il vostro fratello e amico

don Giuseppe