8 Maggio 2026
Un anno con Leone XIV. Parla il vescovo Derio
A un anno dall’elezione del cardinale Robert Prevost al soglio pontificio, abbiamo posto due domande al vescovo Derio.
Papa Leone ha iniziato il suo pontificato parlando di pace.
Nel suo discorso iniziale sicuramente ci colpì molto il passaggio discorso sulla pace disarmata e disarmante. Due aggettivi che abbiamo ripetuto tante volte. La pace è disarmante perché coloro che, in modo non violento, si espongono e lottano gratuitamente, anche un po’ testardamente e umilmente per costruire pace, sono disarmanti e noi crediamo che questa è la strada. La bontà è disarmante. La bontà, la gratuità, la dedizione, il sacrificio, addirittura il martirio sono disarmanti e viene da posare le armi di fronte a chi si comporta così. E questa è la forza della non violenza.
Dall’altra la pace deve essere disarmata, cioè si ottiene posando le armi. Papa Leone ha iniziato con questo appello e in questo anno, ahimè, di guerre ne abbiamo continuato a sentir parlare e abbiamo visto immagini tremende.
In questi ultimi giorni, poi, viene fuori un Papa deciso, che sa stare in piedi, che non si inchina di fronte ai potenti, e questa sua decisione quasi ci ha un po’ sorpresi. In realtà, invece, credo che sia proprio una delle grandi caratteristiche di questo Papa. È un po’ meno empatico, un po’ meno televisivo, buca meno lo schermo rispetto a Papa Francesco, ma ha una densità, ha uno spessore che sta venendo fuori in modo molto chiaro, con una particolare attenzione proprio alla difesa della pace. Si è smarcato da un confronto coi potenti, lavorando su un altro piano, che è il piano del Vangelo. Con parole e modalità diverse entra nello spazio pubblico e nelle questioni dello spazio pubblico come, in questo momento, la questione della giustizia e della pace».
C’è continuità tra Papa Francesco e Papa Leone?
Sì. Nei primi sei-sette mesi tutti ci chiedevamo da che parte stava, perché non lo conosceva praticamente nessuno. C’è stato un grosso tentativo da parte di un’ala un po’ avversa a Francesco di salire sul cavallo del vincitore e, partendo da certi aspetti (il modo con cui si veste, gli atteggiamenti, qualche battuta), concludere: ªEcco, è dalla nostra parte e in altra direzione rispetto a Francesco».
In realtà, se andiamo a vedere tutti i discorsi, dico proprio tutti i discorsi che ha fatto Papa Leone, vediamo che sono profondamente in continuità col pontificato precedente, sia come taglio e stile sia come contenuto. E credo che gli eventi di questi ultimi giorni lo dicano in modo molto netto.
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