Papa Francesco ha scritto all’arcivescovo Salvatore Fisichella, responsabile della preparazione e organizzazione del Giubileo 2025, indicando le prime linee guida dell’Anno Santo 2025.

 

Papa Francesco

 

Sarà inevitabile per il Giubileo 2025 «guardare alla pandemia che ha fatto toccare con mano il dramma della morte in solitudine, l’incertezza e la provvisorietà della vita; ha modificato il nostro modo di vivere. Le nostre chiese sono rimaste chiuse come le scuole, le fabbriche, gli uffici, i negozi e i luoghi dedicati al tempo libero». Papa Francesco ha scelto la festa della Madonna di Lourdes, l’11 febbraio 2022, per scrivere all’arcivescovo Salvatore Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, responsabile della preparazione e organizzazione del Giubileo 2025, indicando le prime linee guida dell’Anno Santo, 25 anni dopo il Grande Giubileo del 2000.

«PELLEGRINI DI SPERANZA» IL MOTTO

Invita a «dedicare l’anno precedente, il 2024, a una grande sinfonia di preghiera, per recuperare il desiderio di stare alla presenza del Signore, ascoltarlo e adorarlo e per ringraziare Dio dei tanti doni, come voce del cuore solo e dell’anima sola, che si traduce nella solidarietà e nella condivisione del pane quotidiano». Il Giubileo 2025 «potrà favorire la ricomposizione di un clima di speranza e fiducia, come segno di rinnovata rinascita di cui tutti sentiamo l’urgenza. Tutto ciò sarà possibile se saremo capaci di recuperare il senso di fraternità universale, se non chiuderemo gli occhi davanti al dramma della povertà dilagante che impedisce a milioni di uomini, donne, giovani e bambini di vivere in maniera degna. La dimensione spirituale del Giubileo deve coniugarsi con questi aspetti fondamentali del vivere sociale, per costituire un’unità coerente». La lettera papale avvia i preparativi in attesa della bolla di indizione.

VISITA A MALTA IL 2-3 APRILE

Il viaggio, fissato per il 31 maggio 2020, fu rinviato a causa della pandemia di Covid. La nota della Sala Stampa vaticana, dice: «Il Papa ha accolto l’invito del presidente della Repubblica di Malta, delle autorità e della Chiesa cattolica». Farà tappe nella capitale La Valletta, poi a Rabat, Floriana e sull’isola di Gozo. Quello a Malta, sede dell’omonimo Ordine cavalleresco, sarà il 36° viaggio di Bergoglio: a dicembre 2021 è stato a Cipro e in Grecia. Negli ultimi trent’anni è il quarto viaggio di un Pontefice: Giovanni Paolo II nel 1990 e 2001; Benedetto XVI nel 2010. Il motto è una frase degli Atti degli Apostoli 28,2: «Essi mostrarono un’insolita gentilezza»; il logo mostra mani indirizzate verso la Croce, provenienti da una nave in balìa delle onde, quale segno di accoglienza e assistenza. Chiaro riferimento al fenomeno migratorio che vede Malta crocevia nel Mediterraneo.

SOSTEGNO AI MIGRANTI IN LITUANIA

Attraverso il Dicastero per lo Sviluppo umano integrale, il Papa ha inviato un contributo di 50 mila euro alla Caritas Vilnius in Lituania, «per supportare le attività realizzate a beneficio dei migranti al confine orientale della Lituania. La somma verrà impiegata in opere di assistenza e nell’acquisto di medicinali, prodotti alimentari, vestiti caldi per alleviare le dure condizioni di vita cui le popolazioni sono sottoposte, accentuate anche dalla crisi pandemica. Rappresenta la vicinanza e l’incoraggiamento che Francesco ha manifestato negli Angelus domenicali verso migranti, rifugiati e richiedenti asilo.

MERCOLEDÌ DELLE CENERI A SANTA SABINA

Dopo due anni di assenza per pandemia, il 2 marzo, mercoledì delle ceneri, la processione penitenziale presieduta dal Papa da Sant’Anselmo a Santa Sabina, dove benedice, riceve e impone le ceneri. Il 4 marzo Concistoro per il voto su cause di canonizzazione, tra cui Tito Brandsma, carmelitano olandese e giornalista, martire a Dachau. Diventano sante anche Marie Rivier, fondatrice della Congregazione delle Suore della presentazione di Maria e Maria di Gesù, fondatrice della Congregazione delle Suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes. Venerdì 25 marzo in San Pietro celebrazione della Penitenza nell’iniziativa «24 ore per il Signore». In ogni diocesi almeno una chiesa rimarrà aperta per un giorno, in modo da offrire ai fedeli la possibilità di fermarsi in adorazione e confessarsi.

Pier Giuseppe Accornero