Agensir – 22 febbraio 2014

Sono stati decretati oggi e domani due giorni di lutto nazionale in Ucraina per i morti negli scontri sanguinosi nella capitale e il capo della Chiesa greco-cattolica di Ucraina, Sviatoslav Schevchuk, ha invitato tutte le chiese presenti nel Paese e tutti gli ucraini sparsi nel mondo a pregare domani, domenica, per la pace, la giustizia e la dignità umana in Ucraina. Ad annunciarlo al Sir è il vescovo greco-cattolico Borys Gudziak, presidente dell’Università Cattolica ucraina. “Tutti possano bussare alla porta del cielo – dice il vescovo – e chiedere la grazia che sia superato questo momento difficile. Stiamo vivendo un passaggio delicato che sarà lungo”. E mentre nel Paese a livello politico si stanno vedendo i primi effetti di questa lunga battaglia per il futuro dell’Ucraina, “la speranza – dice il vescovo Gudziak – è che si mantenga la pace, che non ci sia mai più spargimento di sangue e che prevalga l’unità in tutto il Paese”. “Non sono né un politico né un profeta – aggiunge -. È tutto molto complicato e molto dipende anche dalla buona volontà internazionale ma viviamo nella speranza”.

“Maidan – aggiunge – non è solo un luogo di manifestazione e di protesta ma uno spazio di comunione, di discussione. È come un agorà, nella speranza che diventi un posto in cui si costruisce la pace”. Un gruppo di giovani di Leopoli legati all’Università Cattolica propongono sempre domani un “flash mob” alle ore 15 invitando la gente a scendere per strada con i colori della bandiera ucraina in “solidarietà spirituale con il Paese”. “C’è un popolo che sta lottando non per motivi politici ma per i valori della giustizia, della pace e della dignità”, conclude il vescovo.

Ucraina, 20 febbraio: foto dalle piazze di Kiev dove prosegue la protesta

Ucraina, 20 febbraio: foto dalle piazze di Kiev dove prosegue la protesta