21 ottobre 2015

Nell’Università degli Unicorni è tutto bello. Lì gli unicorni matricole sono accolti con premura e attenzione, i docenti unicorno sono appassionati e disponibili, i segretari unicorno sono collaborativi. Le aule sono di zucchero filato (questo è l’unico particolare lievemente problematico per gli studenti equini). Peccato che io non sia un unicorno e non vada, perciò, all’Università degli Unicorni, bensì all’Università degli Studi di Torino.

Ciò che forse differenzia di più i due atenei è l’abissale distanza tra i rispettivi siti internet. Il Portale UniUni (Università degli Unicorni) è molto all’avanguardia e nonostante ciò riesce ad essere chiarissimo e utilizzabile anche per i meno ferrati (nessun puledro all’inizio lo è, del resto). Ogni cosa è a disposizione, sotto gli occhi, e facilmente rintracciabile. Il sito di UniTo, invece, è intricato e oscuro. I link utili spariscono misteriosamente in buchi spazio-tempo-elettro-magnetici. Ma soprattutto, è più facile reperire online un’amaca di puro pelo d’alpaca viola, che trovare le dati degli appelli, gli avvisi dei docenti, i documenti con i piani-carriera. Da quando poi i siti dell’università si sono moltiplicati per rendere più chiara la “vicenda amianto” e per garantire costante aggiornamento sulla situazione di Palazzo Nuovo, è tutto più difficile, perché il portale è diventato ancora più dispersivo.

C’è da chiedersi quale mente diabolica abbia progettato tutto questo. Sarà questione di incompetenza o di sadico compiacimento? Più gli studenti si disperano e prendono a testate il monitor e più si è contenti? È l’ennesimo elemento che va ad assommarsi all’insieme di spauracchi di cui le matricole dell’università di Torino sentono così spesso e così sinistramente parlare: le aule sovraffollate, l’amianto, l’esame di Geografia, il sito malnato…

Del resto, nonostante il sito sia stato aggiornato e ristrutturato di recente, non c’è da stupirsi che le cose non funzionino e che gli studenti continuino a essere scontenti. Il sito non è stato che imbellettato per sembrare più “young”, ma non sono stati realmente risolti i problemi, né la navigazione risulta più semplice. Finché non ci si concentrerà sulle reali esigenze degli studenti, e delle matricole in particolar modo (le quali sono naturalmente spaesate) non si andrà molto lontano. Invece ai piani alti si pensa che sia meglio concentrarsi sul far fare utilissime valutazioni della didattica da parte degli studenti, i quali non possono fare nulla senza passare attraverso moduli, registrazioni, iter burocratici, attese, questionari…

Avere una piattaforma informatica leggibile ed essenziale è utopia. Roba da unicorni. Sto iniziando a prendere in considerazione di chiedere il trasferimento in un altro Ateneo… E avrei già un’idea.

 Annalisa Barra

Palazzo Nuovo- Bardelli, Morelli, Hutter e Levi Montalcini