Certo non si tratta di compartimenti stagni.

Quel che si vive in un determinato periodo, anche dopo che quel tempo è finito, ce lo si porta dentro; le esperienze segnano quel che si è e sarà. È un periodo che rimane un po’ come un tempo appeso, sospeso tra il già e il non ancora. E non ci sono, apparentemente, giornate più appese che quelle estive, in modo particolare se sei un adolescente o un giovane.

L’estate 2022, quella de «La vita senza amore che vita è» con un sapore che «è caramello, non cioccolata» per scoprire che «Come stai? Come sto? Non lo sai, non lo so. Cosa fai? Dove vai? Non si può. Che tutto l’oro del mondo. Non vale neanche un secondo» e poi «Chi sono non lo so. So solo che ti amo». Quei ritornelli che hanno attraversato mari e montagne, riempito le teste, contengono più verità di quanto si pensi. Quelle verità che, forse non razionalizzate, hanno fatto e fanno vibrare le corde dell’animo di Carla, Giovanni o Antonio. Perché quando hai 16 anni, l’anima la senti vibrare forte, a volte senza capirne il perché…

Ma certo (non se la prendano i cantanti citati oppure quelli non menzionati) se senza amore non possiamo definire il vivere come vita, ciò significa dire che il senso del vivere sta nell’amore. E Sebastiano, il cui cuore batte più forte in determinati momenti, non può che confermare. Anche se la domanda allora sorge spontanea. Ma quale amore? Quello che è caramello e non cioccolata, cioè un amore che ti si appiccica addosso, che diviene relazione duratura. E non solo la relazione di coppia; potrebbero essere tutte quelle relazioni che restano addosso perché importanti e significative, quelle relazioni che ti permettono di mandare al diavolo mamma e papà, sbattere la porta dietro le spalle dopo una enorme litigata con la migliore amica… Ma sapere che, come il caramello, quelle relazioni sono su di te perché fanno parte di te, sapere che ci saranno anche quando le vorresti scacciare. Il motivo? Dicono qualcosa di te.

Ecco il senso del vivere nell’amore.

Ma la questione si complica ancora: perché devo aver bisogno delle relazioni al caramello per scoprire il senso del vivere?

Perché le domande di senso, dove stai ecc… (che possono essere di cortesia, ma a quelle si risponde “bene”) a Giovanna le pone solo chi davvero tiene a lei. E la risposta non può che essere la ricerca di una verità che può, in alcuni momenti, riassumersi veramente in “non lo so”, ma che ha una certezza: che “ti amo”. Perché dentro lì, nelle relazioni che contano, si può scoprire anche la risposta alla domanda delle domande: chi sono! E sapere che, anche se non lo sai, vivere ha un senso! Sempre!

 

Mauro Toninelli