In Italia vige il luogo comune che ormai non si sfornino più buoni prodotti cinematografici, o al meglio se ne sfornano pochi, spesso i cosiddetti “film d’autore” che tengono alla larga il grande pubblico. Negli ultimi anni però abbiamo visto una rinascita di film di genere. Penso alla recente commedia “L’incredibile storia dell’isola delle Rose” disponibile su Netflix o l’horror “La stanza” su Prime Video. Oggi però vi voglio parlare del capostipite di questa nuova rinascita: “Smetto quando voglio” di Sydney Sibilia.

Siamo nel 2007 e la recessione economica ha falciato i sogni e le aspettative di molti italiani. Tra questi vi sono sicuramente i ricercatori universitari, poco pagati, spesso sfruttati e infine senza alcuna aspettativa futura, se non quella di servire e riverire il “barone” di turno sperando un giorno di avere un contratto migliore. Da questa situazione nasce la storia di Pietro Zinni, neurobiologo licenziato dall’università e che si ritrova a reclutare un gruppo di colleghi per tirar su un traffico di droga.

Uscito nel 2014, “Smetto quando voglio” è una commedia intelligente, che colpisce per la strana fotografia “allucinogena”, per l’atipica azione e il cast davvero eccezionale. Sono presenti anche due sequel che terminano la storia di Pietro Zinni e della sua banda, entrambi meno riusciti del primo indimenticabile capitolo.

Un film che diverte, intrattiene ma allo stesso tempo ci racconta qualcosa dell’Italia e delle sue contraddizioni, sicuramente uno dei film da vedere dell’ultimo decennio cinematografico italiano.

Disponibile gratuitamente in streaming su RaiPlay.

Federico Depetris