Sono i cocci di sogni infranti quelli che risuonano e cadono ogni qualvolta l’adolescenza fa i conti con la violenza. Che sia passiva o attiva, il rumore di qualcosa che si rompe risuona comunque. Perché scorgere la primavera di un albero, pronto a sbocciare, che freme di energia e vitalità, sul punto di sorprendere tutto e tutti, e poi vederlo piegarsi, potato e tranciato in un momento sbagliato, fino a rischiare di perdersi… Fa sempre male. Fa male ad un’umanità che si scopre debole e incapace nella propria funzione educativa e responsabile, che si trova incapace a comprendere disagi, problemi e realtà. Fa male ad un sistema che vede crollare l’illusione della certezza di aver dato a chi è più giovane tutto ciò di cui aveva bisogno per permettergli di vivere bene, fa male perché forse l’ha privato di ciò che è il bene oltre il dato materiale su cui si era concentrato… E il tutto ha il suono di cocci che si infrangono.

Sogni infranti sotto i colpi di pugni e calci, dati e/o ricevuti.

Sogni infranti che chiudono speranze bisognose di respiri.

Sogni infranti che chiudono desideri di essere.

Sogni infranti che aprono spazi di interminabile buio.

Sogni infranti che aprono baratri di insopportabili paure.

Sogni infranti…

E al di là dei percorsi della giustizia, ciò che è antropologicamente rilevante è che Carlo, oggi, non spera più nel domani; che Serena fatica a scoprire ancora il gusto di un contatto che significa amore e non odio; che Pietro si domandi che senso abbia faticare per vivere; che Benedetta si trovi a fare i conti, ogni giorno, con qualcuno che la minaccia e che quindi preferisca rimanere in casa… È antropologicamente rilevante che la violenza di un gruppo di adolescenti, tanto agita quanto subita, ricade su tutta la comunità… Diventa una ferita!

Ora la questione è fondante: cosa si fa?

Le opzioni sono due: la ferita può continuare a sanguinare e i cocci continuamente frantumati oppure rimetterli insieme e fare della ferita una cicatrice. Non si torna a prima ma da lì si può ripartire e trasformare ciò che si è rotto in un segno che dice una storia complicata ma che si apre ancora alla possibilità del futuro. E riguarda tutti!

Mauro Toninelli