Da Pinerolo a Saragozza, fino a Madrid: il pellegrinaggio della “chiesa del futuro” Molti giovani sono partiti dalla nostra diocesi per andare alla Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid. I nostri ragazzi erano alloggiati ad Alpedrete (cittadina a 40 km dalla capitale spagnola) e alcuni di loro hanno vissuto, durante la settimana precedente, il gemellaggio con la diocesi di Saragozza.
I giovani, nel pieno della comprensione del messaggio di missionarietà consegnato loro da Benedetto XVI, tornano con la voglia di raccontare che cos’hanno visto nell’incontro con Cristo e con i fratelli di tutto il mondo. Anche io mi permetto, avendovi preso parte, di portare tre immagini di questa “Journada Mundial de la Joventud”.
La prima è di una guardia giurata che rischia, gratuitamente e generosamente, il suo posto di lavoro lasciandoci accedere al suo pc per poter mandare un sms di vitale importanza a tutti i ragazzi (l’anticipazione dell’orario dell’ultimo treno per tornare ad Alpedrete, senza il quale saremmo rimasti tutta la notte a Madrid).
La seconda riguarda un gesto fatto dall’arcivescovo di Ancona-Osimo, monsignor Menichelli. Quando ad una sua frase una ragazza si mette a piangere, lui con la tenerezza di un nonno le asciuga le lacrime e la rincuora.
La terza è quella di Benedetto XVI: un papa di 84 anni molto stanco, provato anche lui dal caldo del giorno e dalla pioggia della notte. A gli suggerisce di sospendere la Veglia e andarsi a risposare risponde scuotendo la testa: «Se restano loro resto anch’io!»
Questi tre flash mostrano come la Chiesa sia ancora in grado di essere comunità e come non ci siano più due fronti, quello dei preti e quello dei laici (soprattutto giovani), ma ci sia un unico fronte di solidarietà e voglia di stare insieme, affrontando le “tempeste” della vita come un’unica realtà unita a Cristo.
Di seguito alcune testimonianze dei giovani:

Senza timore
Saldi nella fede e radicati in Cristo… Poche parole per un forte messaggio che non deve e non può rimanere solamente nelle giornata madrilene della GMG: che il Signore sia sempre più parte della nostra quotidianità e ispiri tutti a vivere a pieno la nostra fede cristiana senza timore di manifestarla nonostante la sempre più totale indifferenza in cui viviamo!
Anonimo

Bellezza e semplicità
Gli occhi lucidi dei volontari al nostro partire, le danze con i ragazzi dello Zimbabwe, l’incontro con giovani provenienti da così tanti luoghi differenti da far sembrare il mondo un po’ più piccolo, il momento dello scambio della pace e il silenzio di migliaia di persone durante la comunione nella Messa del Santo Padre, la condivisione di queste emozioni con i miei amici mi hanno fatto scoprire la bellezza e la semplicità di Cristo e del suo amore ci rende tutti fratelli.
Selene

Anche a casa lo spirito della GMG
Durante la GMG si fanno tanti incontri e ciò non è casuale. In ciascun pellegrino s’incontra Cristo che ci pone domande alle quali dobbiamo rispondere. Lo spirito con cui affrontiamo l’incontro è sincero e trasmette la nostra gioia, la fede in Cristo che stiamo professando. Perché questi incontri non rimangano fini a se stessi occorre portare lo spirito della GMG anche a casa e comportarsi così anche nella vita quotidiana. La vera sfida è quella di avere il coraggio di vivere da cristiani in mezzo all’indifferenza e all’individualismo che caratterizza la società, per fare la differenza. Cristo è già presente nella nostra vita, dobbiamo solo imparare a riconoscerlo e da accoglierlo come facciamo con gli altri pellegrini.
Valentina

Un esperimento riuscito
La GMG per me è stata un esperimento. Volevo mettere alla prova la mia fede, o meglio capire se ne avevo o meno. Fortunatamente ho scoperto quanto è grande Dio e quante cose riesce a fare. Essere lì in mezzo a tutte quelle persone, scambiare con loro sorrisi e parole, sapendo di avere qualcosa di molto grande in comune, mi ha fatto cambiare idea su molte cose che credevo immutabili. Tutte le emozioni e i pensieri che mi hanno occupato il cuore e la mente in questi giorni mi hanno fatto capire che le mia fede era già grande, ma era come una scintilla che ha bisogno di qualcuno per diventare un grande fuoco e così riscaldarmi finalmente il cuore.
Agustina

Una chiesa giovane
“La vostra fede è più grande della pioggia”: questa frase pronunciata da papa Benedetto XVI durante la veglia rivolgendosi alle centinaia di migliaia di giovani presenti nonostante il temporale, è sicuramente il ricordo più significativo di questa giornata mondiale della GMG. Condividere quest’esperienza con ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte del mondo mi ha fatta sentire parte di una chiesa giovane, viva e gioiosa più che mai realmente “fondata e radicata in Cristo”. Ricorderò anche il calore e l’entusiasmo con cui tutti noi siamo stati accolti dagli spagnoli che ci hanno dimostrato il loro affetto con piccoli grandi gesti (come salutarci per strada od offrirci acqua per allievare il calore durante la camminata di ritorno a Cuatro Vientos) e soprattutto dai volontari sempre pronti a fare l’impossibile per noi, senza mai perdere il sorriso: porterò sempre nel cuore la loro disponibilità come un esempio concreto di come essere testimoni di Cristo mettendosi al servizio degli altri.
Elisa G.

Senza vergogna
Una grande e bellissima esperienza. Un po’ faticosa dal punto di vista fisico e anche psicologico che richiede secondo me una crescita interiore necessaria per vivere al meglio tutto ciò che la GMG comporta. È stato emozionante vedere con i miei occhi tutta la gente (una marea di gente!) che segue la mia stessa via: la via di Cristo. Ancora più bello è stato poter dimostrare al mondo la fede che abbiamo in Gesù senza la vergogna che a volte ci opprime e ci assale facendoci dimenticare come è bello parlare del Signore.
Giulia F.

Un cuore limpido
“Oggi non ce la faccio più!
Ci sono 45 gradi, ho caldo, troppo caldo.
L’acqua che ho è bollente, imbevibile, ho sete.
È una settimana che dormo poco a cammino tanto, sono stanco morto!!!”
Mentre sto pensando a tutto questo mi volto: poco lontano da me un ragazzo disabile. Cammina a stento, ha il fisico e il volto deturpati dalla malattia ma il cuore no! Guarda in alto e sorride.
Credo che Tu abbia fatto molto più posto di me nella sua vita Signore.
Perdonami!
Ale

Una fede ritrovata
“Cari giovani di tutto il mondo, nell’epoca e nell’età della vita in cui viviamo è possibile che si possano perdere i punti saldi della fede”. Questo è quello che è successo a me quest’anno. Nonostante ciò non mi sono arreso e ho deciso di utilizzare l’esperienza della GMG 2011 come occasione per ritrovare la fede che “avevo perso”. In un catechesi di questi giorni, vissuti a Madrid, un vescovo ha detto: “La fede è un dono che ci viene fatto; sta a noi decidere se accettarlo o no”. Io credo proprio di aver ricevuto e accettato il Dono per la seconda volta a Madrid, dove grazie a persone meravigliose incontrate in questo pellegrinaggio; ad un clima di spiritualità sconvolgente; all’incontro con il Santo Padre; sono sicurissimo che Gesù è voluto rinascere di nuovo nel mio cuore. L’incontro con i giovani di tutto il mondo mi ha fatto capire che Gesù è veramente VIVO e PRESENTE in mezzo a noi. Inoltre, sono riuscito a vedere con i miei occhi che la Chiesa è GIOVANE e che “radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”, tutti noi ne facciamo parte. Pure IO!
Mattia

Esta es la juventud del Papa
Come definire la JMJ 2011 che abbiamo vissuto? È difficile trovare parole appropriate.
Forse qualcuno la definirà un’esperienza stancante e dura: certamente le difficoltà fisiche non sono mancate, a causa soprattutto del caldo o delle lunghe corse in treno.
Forse qualcuno la definirà come un evento spettacolare: migliaia e migliaia di giovani, provenienti da tutti gli Stati del mondo, che si incontrano ovunque, che riempiono la spianata di Cuatro Vientos, con voglia di conoscere, di scambiare i propri oggetti (comprese le maglie) con quelli di altri Paesi, di cantare le proprie canzoni rendendo partecipi gli altri gruppi di pellegrini, di abbracciarsi con chiunque usando lo slogan “Free Hugs”. Ma in realtà c’è qualcosa di più.
Forse la JMJ semplicemente si potrebbe definire come una esperienza che “ri – scuote”: ci ha spinti a svegliarci dal nostro piccolo mondo, aprendo il nostro cuore agli altri, sia lontani che vicini, e in particolare all’ “Amico” per eccellenza, Cristo. Per chi ha iniziato il pellegrinaggio a Saragozza, indimenticabili sono stati momenti come il Rosario internazionale nella piazza della Vergine del Pilar, l’adorazione notturna nel Santuario e la messa d’invio a Madrid: il coraggio di utilizzare una tipologia di preghiera considerata oggi dai più anacronistica, soprattutto per i giovani, è stato ricompensato dalla partecipazione gioiosa di tutti. Inoltre non si possono dimenticare gli spettacoli offertici dai volontari sulle tradizioni spagnole, pause divertenti ma allo stesso tempo di avvicinamento fra culture e di riflessione sull’effettiva possibilità di tutti i popoli di incontrarsi, condividere e collaborare. Ma il pezzo forte è giunto a Madrid, città in festa, seppur preoccupata dalla presenza di proteste dei manifestanti locali. Qui abbiamo partecipato, oltre agli eventi quotidiani previsti per i pellegrini della nostra diocesi, alle tre catechesi sui tre temi della JMJ, “Radicati in Cristo”, “Saldi nella fede”, “Testimoni del Vangelo”; alla messa d’inizio; al sacramento della riconciliazione; alla via crucis; alla veglia ed alla messa finale. Tutto questo non è stato solo una lunga lista di appuntamenti cui ci siamo presentati, ma un modo diverso per pregare, guidati dalle parole del Papa, e per creare un’unica voce che partisse da tutti noi, pietre formanti la Chiesa.
Grande esempio di carità, a cui va il nostro ringraziamento, ci è stato offerto da tutti i volontari, che con levatacce mattutine e veglie la sera tardi ci hanno aiutato dando tutti sé stessi ed il loro tempo a noi, insegnandoci quanto l’esempio concreto e semplice del proprio amore valga più di mille parole, e dal nostro vescovo, che ci ha seguiti con le sue parole ed ha condiviso con noi tutti questi momenti mostrandoci serenità e forza d’animo.
Concluderei con un pensiero rivoltoci dall’arcivescovo Menichelli durante una catechesi: “Non sciupate la vostra vita!”: tornate alle vostre case carichi di energia, di vita nuova, impiegate il vostro tempo in modo pieno, senza sprecare il presente e facendo progetti per il futuro, abbandonati nelle Sue mani. E fate risuonare, ancora, un grido: “Esta es la juventud del Papa!!!”
Ylenia

Ecco che cosa è stata la GMG
Caro amico,
quando a Madrid ci è stato consegnato lo zainetto del pellegrino, ho pensato immediatamente alla nostra chiacchierata mentre in auto stavamo ritornando da un campo estivo. Quel giorno mi parlavi con piglio deciso della GMG, esprimendo le tue perplessità e criticando apertamente questo appuntamento con il Papa. Se ricordi bene, la mia risposta fu il silenzio, sapendo che, rispetto a tante belle parole e teorie, avresti preferito ascoltare il racconto dell’esperienza vissuta in prima persona. Ed eccomi qui per aprirti il cuore e condividere ciò che ho sperimentato. Voglio dirtelo proprio attraverso alcuni oggetti trovati in quello zainetto che incontravi in ogni dove per le strade della capitale spagnola facendoti sentire parte di un’unica famiglia. Anzitutto mi è capitato tra le mani il cappello utile per ripararsi dai raggi infuocati del sole. Ho visto tante volte scambiarselo tra giovani di diverse nazionalità, diventando così un simbolo che ti affratellava in un istante, ti faceva superare ogni barriera linguistica e culturale, ti immetteva in quel meraviglioso abbraccio di un unico popolo radunato nel nome di Cristo. Un popolo di giovani che non si lascia incantare da falsi idoli e fallaci ideologie, non si accontenta di volare a bassa quota, ma, lontano da ogni forma di fanatismo e conscio della propria fragilità, vuole incontrare Cristo, camminare con Lui e testimoniarlo con gioia.
Dono intelligente e previdente è stato il ventaglio a cui forse sul momento non abbiamo dato molta importanza, rivelandosi, però, un ottimo compagno di viaggio soprattutto quando ti mancava l’aria nei sotterranei della metropolitana o durante estenuanti ore di cammino. Un giorno, seduto in un teatro rovente assaporando l’aria procurata da più ventagli, ho compreso che Cristo non ci lascia mai soli e pone sempre accanto a noi persone pronte ad aiutarci, a condividere i tratti essenziali della strada della vita. Potrei riportarti tanti esempi di uomini e donne che hanno segnato il mio cammino umano e spirituale. Perché non provi anche tu a guardarti attorno e a scegliere qualcuno che ti possa accompagnare lungo i sentieri della fede, intesa – come ci ha ricordato il Papa – non come “semplice accettazione di alcune verità astratte, ma come una relazione intima con Cristo”? Chiara ed esplicita mi è parsa l’intenzione di chi ci ha regalato il Vangelo di Matteo tradotto in sei lingue: senza la “bella e buona notizia” è impossibile conoscere Gesù, amarlo, comunicarlo con le parole e coi fatti. Proprio nel Vangelo di Matteo c’è la stupenda pagina del cosiddetto “giudizio finale” che è un po’ come la cartina di tornasole del nostro essere cristiani. Infatti, se leggerai quel brano, scoprirai ancora una volta che, fondando la tua vita sulla Parola di Gesù, è possibile, è bello spendere la propria esistenza amando Lui e i nostri fratelli. Solo quando ti senti veramente amato da Dio e ami gli altri gratuitamente nel nome di Gesù Cristo sperimentando che c’è più gioia nel dare che nel ricevere, sei e sarai un giovane pienamente realizzato, felice della tua vita, in grado di accogliere ed offrire il prezioso dono della pace. Ecco, caro amico, che cosa è stata la GMG: una full immersion refrigerante che ancora una volta mi ha confermato che è bello ed entusiasmante essere cristiani, aver incontrato Cristo in quella grande famiglia che è la Chiesa e poterlo testimoniare con gioia, perché “ tutti gli uomini credano e possano vivere in Lui, con Lui e per Lui”.
don Massimo La maglietta dei giovani pinerolesi realizzata in occasione della GMG