Diverse associazioni il 20 aprile hanno protestato contro il taglio da parte della Giunta Cirio di 5 milioni di euro di fondi sociali regionali sulle cure domiciliari per le persone non autosufficienti e sulla psichiatria territoriale.

 

Questa mattina – 20 aprile – erano tanti gli enti riunitisi davanti a Palazzo Lascaris per chiedere una marcia indietro sui pesanti tagli alle cure domiciliari per la non autosufficienza e sulla psichiatria territoriale.

A spiegare le ragioni della protesta, Monica Canalis, vice Segretaria Pd Piemonte e consigliera regionale: «Nel settembre 2018 vedeva la luce il “Manifesto dell’Alleanza per la tutela della non autosufficienza”, firmato da molti enti piemontesi tra cui:

  • Acli Piemonte
  • Bottega del Possibile
  • Fondazione Promozione Sociale
  • Auser
  • Anteas
  • Ada
  • Anffas
  • Anpas
  • Croce Verde
  • Avis
  • Fidas
  • Avo
  • Soms
  • Legacoop
  • Federsolidarietà

L’obiettivo era chiedere un nuovo impegno per riconoscere diritti e tutele alle persone non autosufficienti, impossibilitate a mangiare o lavarsi da sole e bisognose di assistenza sanitaria e sociale h 24, e alle persone con problemi di salute mentale.

Nessuno deve essere lasciato solo, nessuna persona è un peso inutile da trattare come uno scarto».

«Per questo – aggiunge Canalis – ci opponiamo al taglio di 5 milioni di euro (10 da inizio mandato) di fondi sociali regionali sulle cure domiciliari per le persone non autosufficienti e sulla psichiatria territoriale (borse lavoro, assegni terapeutici, gruppi appartamento…), operato dalla Giunta Cirio nel bilancio di previsione 2022 della Regione.

  • Chi darà assistenza agli 11.121 piemontesi non autosufficienti in lista d’attesa per un progetto domiciliare, che vivono bloccati in un letto?
  • Chi darà sollievo alle famiglie che si prendono cura di una persona con problemi di salute mentale?

L’invecchiamento della popolazione piemontese e la crisi economica delle famiglie non trovano risposte nel bilancio di previsione 2022 della Regione Piemonte. Per il Pd la domiciliarità delle cure è una priorità, non solo sociale ma anche sanitaria, e faremo di tutto per difenderla».