6 Settembre 2026
San Benigno. Caso don Mario: mons. Debernardi invita al silenzio
Mons. Pier Giorgio invita la comunità di San Benigno alla serenità e al silenzio: fiducia nella magistratura e nel Vescovo, accogliendo il nuovo parroco.
Cari Amici di don Mario,
Cari Sanbenignesi,
sono veramente dispiaciuto di quanto sta succedendo nella nostra parrocchia (anche io mi sento san benignese anche solo onorario).
I due schieramenti pro e contro don Mario non giovano certamente all’interessato. Fin dall’inizio della vicenda (quando si era organizzata una marcia di protesta da Bosconero a San Benigno) avevo invitato ambo le parti a riflettere seriamente se quanto si progettava servisse al bene di don Mario. Io stesso rifiutai di partecipare. Questo non perché fossi contrario a don Mario ma per il fatto che quando l’agire di una persona (prete o laico) è indagato dalla magistratura, bisogna prima di tutto dare fiducia all’agire dei magistrati. Solo quando la vicenda si conclude si può giudicare se tutto è avvenuto nella ricerca della verità dei fatti. Io credo sia questo anche il pensiero di don Mario: dare fiducia all’agire dei magistrati. Anche il nostro vescovo Daniele ha agito secondo questo criterio che rispetta l’agire della magistratura chiamata a giudicare i fatti.
Mi pare dunque che continuare a pubblicare scritti che esprimono la non fiducia nella magistratura e prima ancora la non fiducia nel vescovo, sia una strada che ci porta lontano dalla ricerca della verità.
Lo ripeto: io sono convinto della sincerità di quanto ha detto don Mario sul suo agire e sulla limpidezza di comportamento. Tuttavia mi astengo dal prendere parte ad azioni che pubblicizzano la situazione di don Mario che fanno di un caso isolato, un caso nazionale. Invito dunque al silenzio per amore di don Mario.
Sostenerlo con la nostra amicizia, attraverso magari una telefonata, o un altro segno di gratitudine per il suo ministero e lasciare che la magistratura agisca, dando ad essa la prova della nostra stima per il lavoro che porta avanti. E intervenire se le cose non risponderanno alla verità dei fatti.
Intanto il vescovo Daniele, al quale dobbiamo essere grati per l’amore che porta ai suoi sacerdoti, non poteva non chiedere a don Mario di lasciare la parrocchia. Era un atto dovuto. Questo non significa che il vescovo sia contro don Mario. No. L’agire del vescovo è richiesto dal diritto canonico ed è suo dovere di cittadino italiano nell’ottica di salvaguardare don Mario stesso nell’esercizio del suo ministero, nella speranza che emerga la verità al più presto.
Vi invito ad accogliere con serenità il nuovo parroco, don Alberto Carlevato, che giunge a noi da parrocchie che ha servito con passione e dedizione e che ha lasciato con sacrificio. Solo comportandoci in questo modo dimostreremo la nostra sincerità verso lo Stato e verso la Chiesa.
Un caro saluto.
Vi ricordo ogni giorno nella preghiera. E in questo tempo ancora di più.
+ don Pier Giorgio.
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