«La Giunta Cirio ha messo in campo alcune interessanti progettualità per potenziare la gestione dei Big Data e la messa in rete della capacità di calcolo dei multiprocessori informatici – rimarca la consigliera regionale del Partito Democratico, Monica Canalis – ma credo che si debba fare di più, considerando che i Big Data sono la base della nuova economia della conoscenza e che la capacità di calcolo è fondamentale per la ricerca scientifica in numerosi ambiti, in particolare in quello medico della lotta contro il cancro».

Monica Canalis, consigliere regionale Pd

«In questi ultimi anni  -continua Canalis – a livello italiano sono partiti alcuni progetti di ricerca sulla messa in rete della potenza di calcolo degli smartphone, che si attiva solo quando il cellulare è in carica ed è quindi in una condizione di particolare sottoutilizzo da parte dell’utente. Oggi il 70% della capacità di calcolo e di storage di dati di tutta Italia si concentra in Emilia-Romagna, dove migliaia di ricercatori sono coinvolti nella gestione dei Big Data, tramite aziende private, Università e centri di ricerca, formando nella Data Valley Emilia-Romagna un nuovo polo europeo dei Big Data. La Regione Emilia-Romagna passerà così a breve dalla 19° alla 5° posizione nella classifica mondiale, diventando di fatto la Data Valley europea, baricentro internazionale di Big Data e Intelligenza Artificiale. Per attuare questo progetto strategico la Regione Emilia-Romagna nel 2019 si è dotata di una apposita legge regionale sull’economia dei dati».

Purtroppo constata combattiva Canalis «la Regione Piemonte è invece molto più indietro. Salutiamo con favore la Smart Data Platform pubblica Yucca, interconnessa con le piattaforme nazionali, e con 2.080 sensori connessi e 5,25 miliardi di record informativi. Si tratta dell’unica piattaforma pubblica con dati sia pubblici sia privati in grado di consentire in modo regolamentato l’accesso ad entrambi. Tuttavia, la Giunta non ha ancora siglato nessun accordo per mettere in rete ed utilizzare la capacità di calcolo dei microprocessori presenti sui personal computer della pubblica amministrazione. Senza un intervento in questo settore, si rischia di sprecare l’opportunità di utilizzare con finalità scientifica o sociale la capacità di calcolo dei microprocessori e si resta indietro nella classifica delle regioni italiane su un tema, quello della ricerca e delle nuove tecnologie, più che mai strategico. La valorizzazione dei dati pubblici deve essere spinta con più forza e occorre avere una visione concreta sul loro utilizzo nella vita quotidiana. I progetti di ricerca di questo ambito devono essere calati nella realtà con il supporto di comuni e imprese».