Il 2 novembre nella IV commissione consiliare, l’assessore regionale Chiara Caucino ha dichiarato che, nel 2019, 25mila piemontesi non autosufficienti hanno beneficiato delle prestazioni domiciliari. «Di questi – commenta il consigliere regionale e vicesegretario del Pd Piemonte, Monica Canalis -, sappiamo che tremila erano residenti nella città di Torino, che quindi non fa affatto la parte del leone, nonostante rappresenti un quinto della popolazione regionale».

Monica Canalis, consigliere regionale e vicesegretaria PD Piemonte

«L’assessore ci ha confortati assicurando che verrà garantito il 100% delle prestazioni ai soggetti che già ne beneficiavano, quindi non ci sarà la decurtazione annunciata a settembre, mentre i nuovi inserimenti saranno interamente sottoposti al calcolo dell’Isee, a differenza di quanto accade oggi (oggi nella città di Torino, l’Isee viene applicato solo al 50% della prestazione)» prosegue Canalis. Che però manifesta qualche perplessità: «È poco chiaro quanto si allargherà la platea dei beneficiari grazie ai maggiori trasferimenti che il Governo ha garantito nel 2020; l’ipotesi è di 1.000 piemontesi in più raggiunti dalla misura, che, seppur minimamente, erode l’enorme lista d’attesa di circa 10.000 persone. A questo punto speriamo che si sblocchino le nuove autorizzazioni di spesa per i progetti domiciliari nella città di Torino, rimaste ferme tra luglio e settembre, con grande penalizzazione per i pazienti e per le loro famiglie».