Lo scorso 30 giugno la maggioranza che sostiene il sindaco di Pinerolo Luca Salvai ha approvato il progetto preliminare della variante al Piano Regolatore Generale Comunale.

Il sindaco di Pinerolo, Luca Salvai

Il percorso che ha portato a questo atto amministrativo è stato lungo e sottolinea in un comunicato il Partito Democratico (che siede nei banchi di minoranza): «gestito quasi totalmente all’interno della sola maggioranza». Per rispondere al Movimento 5S che ha salutato l’atto con affermazioni roboanti – “un PRGC a consumo di suolo zero”, “Pinerolo città parco”, “Pinerolo città rigenerata e accogliente”, “Pinerolo città resiliente, adattiva e antifragile” – il partito guidato da Luca Barbero ha voluto proporre alcune sue valutazioni critiche, per smascherare come «dietro a queste affermazioni si nasconda il nulla o poco più: “tanto fumo per nascondere qualcosa che nella realtà non esiste”».

Luca Barbero, segretario del circolo Pd pinerolese

«Nei fatti  – si legge nel comunicato – la variante è invece solamente una semplice operazione di ragioneria urbanistica che attraverso l’introduzione di un meccanismo di decollo e atterraggio di cubature (secondo noi di difficile e dubbia attuazione) prevede di spostare circa 60.000 mc di edificazione da alcune aree da salvaguardare ai bordi della città (solo alcune perché una larga parte delle aree periurbane sono state confermate come totalmente edificabili) in alcune aree (soprattutto nelle aree ex Beloit di via Martiri del XXI e nell’area ex Elettrodi di via Vigone) già compromesse che diventerebbero addensate oltre ogni reale sostenibilità, anche alla luce dei nuovi modelli abitativi che la pandemia in atto ha evidenziato come preferibili rispetto ad altri. Si aggiungono poi una piccola area industriale dove oggi transita il collettore fognario principale in prossimità del depuratore ACEA e l’aggiunta qua e la di qualche nuova piastra commerciale con superfici di vendita sino a 2.500 mq (tra queste segnaliamo la trasformazione della cartiera Cassina in area commerciale)».
Il comunicato continua: «Nei fatti la variante è tutta qui; il resto sono solo frasi scritte e parole dette alle quali non seguirà assolutamente nulla. Nessuna idea di quale dovrebbe e potrebbe essere Pinerolo tra 10-15 anni. Nessun ragionamento su quali siano i servizi di cui Pinerolo necessita a tutte le scale (sovracomunale, comunale e di quartiere), nessun ragionamento sugli ingressi a Pinerolo, sull’accessibilità, sulla mobilità e sui parcheggi, nessun ragionamento sulla città pubblica e sugli spazi pubblici a partire dalle piazze centrali e sui pachi cittadini, nessun ragionamento su quali modelli di residenzialità attuare, nessuna indicazione sul centro storico, nessun ragionamento sulle frazioni. Un dato per chiudere che crediamo sia significativo ricordare. La così detta variante ponte promossa dall’Amministrazione Buttiero riduceva di circa 1.600 unità gli abitanti teorici. Quella appena approvata si ferma a circa 600: l’elefante ha partorito il topolino».