La contesa per il consiglio comunale di Pinerolo (elezioni in programma, covid permettendo, nella primavera 2021) è già iniziata. Dopo la candidatura avanzata da Marco Gaido e la conferma di Salvai quale capolista della maggioranza a 5Stelle, fanno una mossa anche alcuni movimenti come Italia Viva, Azione e Rete Bianca, con una lettera datata 14 settembre in cui invitano la cittadinanza ad alcune riflessioni sul tema del rilancio di Pinerolo e del Pinerolese. “Per invertire la strada del declino – scrivono Stefano Ricchiardi e Caterina Manzi (coordinatori di Italia Viva), Luigi Pinchiaroglio (Referente di Azione) e Renato Zambon (Rete Bianca) – la città e il territorio devono lavorare in stretta sinergia dotandosi di programmi e di progetti per il futuro che siano chiari, ambiziosi, e di una classe dirigente competente e motivata che abbia le capacità di portarli a compimento”.
La lettera procede con una critica ai “cinque anni di inconsistenza amministrativa” e all’attuale guida della città, segnata dalla “strada della decrescita felice, della visione condominiale e della banale ordinarietà che non si spinge oltre i limiti della vecchia cinta daziaria”. Un ruolo di “città capofila del territorio” è quello auspicato per Pinerolo dai firmatari “ponendo obiettivi di ampio respiro in grado di portare al centro del dibattito lo sviluppo economico e sociale del territorio e la sua capacità di rigenerarsi e di giocare un ruolo da protagonista su scenari di livello nazionale e internazionale” per ottenere il quale occorrerà un Sindaco provvisto della giusta esperienza e di un curriculum che “gli consentano di guidare la città con riconosciuta autorevolezza nel delicato e decisivo rapporto con le aree limitrofe, e a motivare e compiere le scelte che si renderanno necessarie”. Altro requisito richiesto “una visione strategica di territorio e un’ampia apertura a relazionarsi su scenari di livello nazionale internazionale; le competenze per governare progetti innovativi dilungo periodo unite alla capacità di gestire la quotidianità; la condivisione dei valori che sono propri della famiglia del Riformismo e che rappresentano la condizione per coniugare sviluppo sostenibile, responsabilità e coesione sociale”.
Le sfide complesse a cui saranno chiamati Pinerolo e i Comuni del Pinerolese riguardano la “cura del territorio e del suo ambiente, il potenziamento e l’ammodernamento delle reti infrastrutturali fisiche edigitali, la formazione continua che garantisca a tutti pari opportunità di crescita economia e sociale, l’attenzione alle nuove forme di emarginazione e di povertà, la qualità dei servizi pubblici (inclusa la sanità territoriale che sarà la sfida del futuro) sono solo alcune delle priorità che si dovranno affrontare”. Per perseguire tali obiettivi i tre movimenti chiamano all’adunata “tutte quelle forze riformiste, popolari, moderate, delle categorie sociali ed economiche, del mondo dell’associazionismo nelle sue diverse aree di attività, che vedono Pinerolo e il Pinerolese radicati all’interno di una chiara dimensione europea, in stretta relazione e sinergia con la Città Metropolitana e con Torino”.