La maggior parte di noi, in questo periodo, è rimasta a casa cambiando modo di studiare, lavorare, relazionare. Non eravamo pronti. Lo chiamano lavoro agile, ma lo è se hai gli strumenti giusti, se la linea è veloce, se hai uno spazio adatto per essere operativo.

Non sappiamo ancora bene per quanto durerà, ma abbiamo capito che il futuro potrebbe comunque ripresentarci altre sfide. Abbiamo anche compreso la bellezza di fare cose in modi diversi. Spesso le opportunità nascono da crisi e difficoltà; sta a noi adattarci e sfruttare le occasioni.

Apprezzare il lavoro da casa vuol dire rendersi conto di quante corse inutili facciamo spesso, vuol dire assaporare tempo e qualità di vita dimenticate nella routine di ogni giorno.

Per tutto questo è evidente quanto sia importante lo spazio in cui viviamo, studiamo, lavoriamo. Spesso le nostre case non sono state pensate per far permanere in modo stabile più persone, ognuna con proprie esigente di attività. Le nostre case hanno bisogno di una cura speciale per adattarle a modelli di vita diversi.

Mai come in questo momento è evidente quanto siano ormai superati i modelli di scuola organizzate per classi con banchi tutti in fila. In questi ultimi anni si sono fatti grandi investimenti per molte scuole rendendole energeticamente più efficienti, in molti casi sono state consolidate le strutture, e c’è ancora molto da fare. Ma quasi sempre hanno mantenuto la stessa impostazione di trent’anni fa. Insegnare in modo diverso vuol anche dire una diversa interazione fra alunni e docenti. In questo periodo si è adattato un vecchio modello a strumenti nuovi, ma non funziona bene. Non è la stessa cosa andare a scuola per cinque ore e stare davanti al computer per altrettanto tempo. Occorre pensare a modelli differenti.

Chi vive in campagna o comunque in spazi urbani meno condensati è sicuramente stato avvantaggiato rispetto a quanti, e sono tanti, abitano case senza spazi all’aperto, balconi e terrazzi. Sono molti più di quanto si possa pensare.

Una grande cura sarà il ripensare ai luoghi di vita investendo risorse perché le nostre case siano più adatte a modi differenti di viverle, perché il luogo in cui si lavora non è meno importante di ciò che si produce, perché apprendere è una ricchezza da custodire e per questo richiede grandi investimenti, capacità, coraggio di ripensare.

Questo tempo, un po’ rallentato, ci ha consentito di assegnare, alle diverse dimensioni della nostra esistenza, spazi e attenzioni differenti. Nella fatica è stata anche una ricchezza. Abbiamo sperimentato momenti e sensazioni che disperdevamo nella routine. Una bella cura che, se usiamo l’intelligenza, ci darà spinta a cambiamenti interessanti per la qualità del nostro vivere.

Questo virus non guarda in faccia nessuno, colpisce indipendentemente dai nostri soldi, dalla nostra affermazione sociale, dalla nostra antipatia o simpatia. Colpisce tutti. E allora dipende da tutti guardare avanti cercando di cambiare qualcosa. Ognuno farà la sua parte, mi auguro con un po’ di coraggio!

Elvio Rostagno