24 Agosto 2026
Papa Leone a Rimini, un messaggio che scuote le coscienze
Papa Leone è intervenuto al Meeting di Rimini invitando i cattolici ad affrontare con la fede le sfide attuali, dall’immigrazione al bene comune.
Papa Giovanni Paolo ll andò al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione nel 1982. Era un’altra epoca storica e politica. In piena guerra fredda, il mondo cattolico era ancora forte e significativo e non solo nella società italiana e i cattolici impegnati in politica continuavano ad avere un ruolo importante nella vita pubblica italiana attraverso la presenza della Democrazia Cristiana, il più grande partito popolare e di massa dal secondo dopoguerra in poi. Fu un momento particolarmente importante non solo per la comunità di Comunione e Liberazione ma per tutti i cattolici italiani.
Sono passati 44 anni da quella celebre visita del Papa polacco a Rimini e nello scorso weekend (22/23 agosto) è arrivato Papa Leone. Davanti ad oltre 60 mila persone il Papa americano ha fatto un intervento di straordinaria profondità e di grande impatto emotivo. Un intervento destinato a scuotere le coscienze dei cattolici italiani di fronte alle drammatiche sfide della società contemporanea.
Ora, al di là della calorosa accoglienza e delle migliaia di persone che erano in attesa di ascoltare la parole del Papa, sono almeno 5 gli elementi che non possono e non devono passare sotto silenzio presenti nel suo intervento al Meeting di Rimini.
Innanzitutto, e affrontando il drammatico e purtroppo sempre pressante tema dell’immigrazione, ha invitato tutti a considerare che “oltre ai confini ci sono le persone”. Appunto, mai dimenticare la centralità della persona quando si affronta il capitolo, difficile e complesso, di come governare il dramma della immigrazione. La centralità delle persone e quindi le domande, le istanze, le richieste e le condizioni reali della vita delle singole persone.In secondo luogo il richiamo al “realismo della misericordia”. E questo richiamo è particolarmente importante e calzante quando si parla dei temi legati alla difesa e, di conseguenza, al capitolo del riarmo. A livello nazionale, europeo ed internazionale.
Terzo aspetto importante dell’intervento del Papa riguarda la sottolineatura di non assecondare l’ipocrisia delle costruzioni ideologiche seducenti che coltivano l’obiettivo di conquistare mercati e potere attraverso tesi pericolose ed inquietanti. Inoltre, ed è questo forse l’aspetto più forte e dirompente del suo messaggio a Rimini al popolo di Cl, l’invito a costruire il bene non al di fuori della realtà ma dentro la società. Un chiaro appello, quindi, ad essere ben radicati nei problemi del proprio tempo. Perché il bene, appunto, si costruisce nella realtà. E la fede, di conseguenza, ha un senso e un ruolo nella misura in cui non si chiude nel privato e, soprattutto, se non sfugge dalla realtà. E il chiaro appello alla responsabilità dei cattolici significa anche, e soprattutto, un chiaro invito ad impegnarsi nella società. E ha sottolineato, con forza e determinazione, il verbo “uscire”. Cioè farsi carico di ciò che capita nella società e, attraverso la fede cristiana, affrontare i problemi che la società contemporanea presenta di volta in volta. Insomma, un chiaro invito all’impegno pubblico. Oserei anche dire all’impegno politico concreto. Infine, un chiaro invito ad “amare la Chiesa” e lavorare per “preservarne l’unità”. Un appello forte, chiaro e potente finalizzato a costruire l’unità della Chiesa e nella Chiesa.Un intervento, quello di Papa Leone, che ha segnato una tappa importante del suo alto magistero. Un intervento, di conseguenza, che non può non interpellare tutti i cattolici, i credenti e i cristiani sul come si possono affrontare le mille difficoltà e le molte contraddizioni che caratterizzano la società contemporanea.
Stefania Parisi
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