Una serie di piccoli incontri sul territorio destinati a coinvolgere i giovani e chi ha a cuore il bene comune sul territorio presentando il documento di base: non uno strumento pre politico ma con l’obbiettivo di occuparsi della politica con la P maiuscola come indicato da Papa Francesco. In
questo consiste l’”Amicizia Cristiana – laboratorio di impegno politico” che giovedì 13 dicembre ha tenuto il primo di questi incontri.

Essa è la naturale evoluzione della riflessione realizzata durante i due convegni estivi diocesani su cattolici e politica l’ultimo dei quali dal titolo “oltre la frattura tra cattolici del sociale e cattolici della morale: l’Amicizia da virtù a processo politico”. Come dice il cardinal Bassetti, presidente della CEI, urge “ricostruire la speranza, ricucire il Paese, pacificare la società” e occorre guardare ad una storia ed una cultura capace di futuro riprendendone il filo senza nostalgie ma guardando alle testimonianze
che hanno tracciato un solco da seguire come il Venerabile Pio Bruno Lanteri, Giuseppe Toniolo, don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, Giorgio La Pira, Aldo Moro e tanti altri. Non si tratta di occupare spazi ma proprio di innescare processi a favore delle persone e delle comunità: l’ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro accanto all’impegno formativo ed informativo promuove un laboratorio dove i giovani possano interessarsi di politica e possa crescere nuova classe dirigente, in cui gli amministratori sparsi e a volte isolati in un diffuso civismo, qundi non vincolati ad una adesione partitica, e aderenti alla visione sociale cristiana possano trovare un luogo di confronto, sintesi, proposta, sostegno, persone di territori anche diversi (si offre un format a chi è in cerca) abbiano la possibilità di confrontarsi.
Insomma uno strumento per un gioco di squadra che non ha la preoccupazione degli schieramenti e delle polemiche ma della proposta e dell’azione: facendo memoria di un grande amico di un grande
pinerolese, don Barra, ossia don Primo Mazzolari serve la giusta collocazione “né a destra, né a sinistra, né al centro, ma in alto” per capire che la realtà è superiore all’idea, che urge, per citare una canzone
di Marco Mengoni, credere negli “esseri umani“ che hanno il coraggio di essere “umani”. L’”Amicizia Cristiana” si mette in cammino perché “crediamo che la storia – anche la storia di oggi, la nostra storia – sia guidata dallo Spirito Santo che suscita uomini “liberi e forti”” (Card. Gualtiero Bassetti).
Non è una struttura rigida ma uno schema libero da costruire insieme attraverso fatica e passione e prende il decalogo di don Luigi Sturzo come suo regolamento interno: coloro che sono interessati potranno inizialmente o essere presentati da chi già aderisce o contattare, in attesa della partenza degli strumenti online, l’ufficio diocesano che promuove l’Amicizia per consegnarla ai giovani (anche su facebook: UPSLPinerolo).
Ultima notazione: come simbolo/mascotte è stata scelta una balenottera bianca con l’occhio verde ed il contorno rosso come la bandiera italiana, su campo blu come la bandiera europea. Una scelta di colleganza con una storia ma anche per ricordare il pesce che ingoiò il profeta Giona per riportarlo alle sue responsabilità.

GIANCARLO CHIAPELLO
Direttore ufficio diocesano pastorale sociale e del lavoro