Il sindaco di Pragelato e Consigliere nazionale Anci. Giorgio Merlo, dice la sua sul tema spinoso della fusione tra comuni, un obiettivo che richiede una regia istituzionale.

Il capitolo della fusione dei Comuni non può essere affrontato attraverso il metodo della “convenienza” campanilistica pro tempore o, peggio ancora, con la sola logica, seppur importante, dell’accorpamento quantitativo dei servizi essenziali presenti nelle varie comunità locali. Serve, semmai, una grande intesa politica – e ovviamente bipartisan – a livello locale che sia in grado di creare una credibile, e realisticamente percorribile, cornice istituzionale territoriale finalizzata a soddisfare gli interessi dei cittadini, riducendo i costi e migliorando al contempo lo stesso funzionamento degli enti locali.

Ma per centrare questo obiettivo è indispensabile una regia politica e non è pensabile che il tutto possa e debba ricadere sulle spalle del Sindaco di Torino e metropolitano Stefano Lo Russo. È indispensabile, al riguardo, che Anci e Uncem elaborino una proposta da sottoporre agli amministratori locali e poi si sigla un accordo politico complessivo. È inutile limitarsi alle evocazioni, peraltro astratte e prive di ricadute politiche concrete, attorno ad una sempre più indispensabile riorganizzazione complessiva delle autonomie locali. Occorre mettere in campo una proposta politica da sottoporre alla rete, appunto, di tutti gli amministratori locali. A livello torinese e, forse, anche a livello piemontese. Sarebbe, questa, una operazione politica che potrebbe segnare anche il recupero di una dimensione progettuale della stessa politica oltre ad un soprassalto di responsabilità della classe dirigente presente oggi nei vari livelli istituzionali. Nei piccoli come nei medi e grandi Comuni.

Giorgio Merlo, Sindaco Pragelato, Consigliere Nazionale Anci