Il sindaco di Pragelato Giorgio Merlo è contrario all’opposizione ideologica del Pd sull’autonomia differenziata, purché non si neghi la sussidiarietà.

«La cosiddetta “autonomia differenziata” proposta dal Governo – scrive Giorgio Merlo, sindaco di Pragelato e consigliere nazionale Anci – non può essere ostacolata per motivazioni puramente ideologiche o per cause riconducibili a pregiudiziali esclusivamente politiche e di schieramento. Del resto, è la miglior cultura sturziana e del popolarismo democratico che esaltano, da sempre, il principio dell’autonomia per un nuovo assetto degli locali nel nostro paese che non siano disciplinati solo da uno spietato centralismo».

 

No alle divisioni tra regioni

Continua Merlo: «Stupiscono, al riguardo, i commenti di molti sindaci del Pd che si scagliano contro il disegno politico governativo sulla cosiddetta “autonomia differenziata”. Perché un conto è respingere, giustamente, qualsiasi ipotesi secessionista o che crea irreversibili e definitive divisioni tra le singole regioni italiane. Altra cosa, invece, è bollare come antidemocratica e autoritaria una riforma che esalta e valorizza le autonomie locali attraverso la moltiplicazione delle competenze istituzionali su svariate materie di interesse primario dei cittadini, per sole ragioni politiche ed ideologiche».

 

Autonomia e sussidiarietà

«E questo perché se si respinge la cultura autonomistica degli enti locali si persegue, inesorabilmente, un disegno politico centralista ed accentratore. Dopodiché, è di tutta evidenza che il principio dell’autonomia, come recita la miglior cultura cattolico popolare e sociale, deve andare di pari passo con il principio della sussidiarietà. L’unica strada per battere qualsiasi deriva secessionista, antidemocratica e divisiva tra i diversi territori italiani. Nel caso specifico, tra le diverse regioni italiane. Ecco perché è semplicemente sbagliato opporsi in ogni modo alla riforma avanzata dal Governo su questa materia. Lo possono fare solo coloro che hanno una cultura politica centralistica ed accentratrice e, al contempo, una concezione politica dettata dall’opportunismo, dalla convenienza momentanea e da ragioni puramente ideologiche».