Silvio Magliano, presidente Gruppo Consiliare Moderati nel Consiglio Regionale, boccia il Piemonte per i ritardi nella Telemedicina e presenta un’interpellanza per chiedere un cambio di passo.

 

 

Non le manda a dire Silvio Magliano, rappresentante dei Moderati in Consiglio Regionale: «Molto deludenti i risultati a oggi raggiunti sul fronte della Telemedicina che non solo rappresenta il futuro del comparto sanitario, ma dovrebbe già costituire una buona parte del suo presente: ci vuole un repentino cambio di passo!»

 

Troppi software incompatibili tra loro nelle Asl

«In una regione dall’età media sempre più alta – spiega Magliano -, la telemedicina può avere un ruolo decisivo nel dare risposte alle condizioni di fragilità e di cronicità dei cittadini. Ma al momento il Piemonte è drammaticamente attardato: la telemedicina piemontese paga soprattutto l’incapacità di mettere in connessione e rendere reciprocamente compatibili i tanti e diversi software in uso nelle strutture sanitarie del territorio».

 

Un’interpellanza per conoscere i piani della Regione

«Chiederemo alla Giunta, con un’interpellanza già protocollata, con quali azioni si intenda garantire l’omogeneità delle tecnologie utilizzate a livello regionale e se le progettazioni in essere nella nostra Regione siano relative a particolari patologie, per comprendere quali esigenze siano maggiormente avvertite dalle amministrazioni, nell’obiettivo di cercare soluzioni che possano ricomprendere le sperimentazioni già avviate».

 

Le varie strutture devono potersi scambiare i dati

«Ci aspettiamo che la Giunta, il cui Presidente Cirio ha recentemente definito “inaccettabile” che i sistemi di diversi ospedali o strutture non siano attualmente in grado di scambiarsi dati e informazioni ribadendo la necessità di “lavorare su questo”, faccia seguito a questo condivisibile proposito».

 

Censiti 45 progetti in Piemonte

«Un’indagine condotta dall’Assessorato Regionale alla Sanità della precedente Giunta in collaborazione con IRES Piemonte ha censito 45 progetti di telemedicina avviati sul territorio piemontese. I servizi di connessione telematica utilizzati si dividono quasi equamente tra servizi su rete fissa, su rete wireless e su rete mobile. Circa un terzo utilizza una combinazione di servizi di rete«.

 

Il PNRR riconosce come strategica la telemedicina

«Lo stesso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedica un intero paragrafo alla telemedicina, a testimonianza di quanto questa modalità operativa sia considerata strategica e in grado di garantire ai pazienti una migliore qualità della vita, una maggiore tempestività nelle cure l’accesso alle cure da parte di pazienti fragili o in condizioni logistiche complesse. La telemedicina è dunque uno strumento essenziale per mantenere un buon standard qualitativo e per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Regionale, ma anche per gestire al meglio i territori lontani dai centri ospedalieri specializzati, specialmente in una fase di incremento delle patologie croniche, con la conseguente modifica dei bisogni di salute della popolazione».