Il Sì vince con il 69,95% contro il 30, 04% del No. Tale tendenza è confermata anche in tutte le circoscrizioni estere: in Africa, Asia, Oceania e Antartide il Sì batte il No con il 79,46% dei voti contro il 20,54%, in America meridionale il Sì ottiene il 74,19% dei voti mentre il No solo il 25,81%. Invece in America settentrionale e centrale il No esce sconfitto al 18,93% con il Sì al 81, 07% e nel collegio europeo il Sì si aggiudica l’80,07% dei voti affossando il No che raggiunge il 19,93%.

Dal globale al locale, non sono tardate le reazioni dei politici pinerolesi i quali, quasi tutti, si sono schierati contro il taglio degli “scranni romani”.

A dispetto della battaglia identitaria favorevole al Sì portata avanti dal M5S, partito con cui governa la città di Pinerolo, l’assessore alle politiche culturali e alla partecipazione Martino Laurenti ironicamente su Facebook ha dichiarato: «Visti i risultati esaltanti del M5S alle urne, mi sa che devo aggiornare il post di qualche giorno fa… (ndr. La foto del profilo in cui dichiarava la sua intenzione di votare No). Se non vuoi rivederli in parlamento, vota Sì». L’assessore, ha accompagnato la sua riflessione con le foto del Premier Giuseppe Conte, del Ministro degli Esteri Luigi di Maio, di Alessandro di Battista e della senatrice di “+Europa” Emma Bonino.

Anche il senatore di Forza Italia, Lucio Malan, sostenitore del No si lascia andare a un commento su Facebook in piena linea con la libertà di coscienza lasciata da proprio partito: «Per oltre 6 milioni di italiani la democrazia e il Parlamento sono più importanti della demagogia del finto risparmio. Anche gli altri in gran parte vorrebbero essere rappresentati meglio pur avendo scelto la strada sbagliata. Il mio impegno per la libertà sarà ancora più forte.»

Una riflessione più attenta è stata, invece fatta dal collega di partito di Malan, il consigliere comunale di Pinerolo Mauro Martina, il quale, al nostro giornale, ha dichiarato: «Non penso che ridurre indiscriminatamente corrisponda a un automatico miglioramento, ma il popolo ha così votato e questo risultato merita il rispetto assoluto, auspico che il minor numero di parlamentari comporti  una maggior qualità e competenza nelle candidature che in futuro le segreterie dei partiti andranno a proporre agli elettori. Non dimentichiamo che le Camere sono deputate a legiferare e per questo dovrebbero accogliere il meglio per il bene di tutti».

Successivamente, anche il consigliere regionale leghista Valter Marin, è intervenuto spiegando le ragioni del suo voto contrario al referendum: «Non ho problemi a dire che ho votato No, perché a me sembrava un puro taglio di parlamentari senza dietro una reale riforma. Inoltre così facendo si riduce la rappresentanza dei territori. Per esempio, se prendiamo la provincia di Torino non è detto che i territori come quelli montani, non vicini alla città di Torino vengano rappresentati.»

Luigi Pinchiaroglio, segretario della sezione pinerolese del partito “Azione” di Carlo Calenda, sul proprio profilo Facebook ha ironizzato: «Lo ammetto, ho ceduto! Ho già speso in un buon caffè l’euro che si risparmierà con il taglio dei Parlamentari. Da domani dovrò pagare con i miei soldi».

Pungente il commento del sindaco di Pragelato Giorgio Merlo: «Dobbiamo ammetterlo. Il No ha perso e il Sì ha stravinto. Il che era anche abbastanza scontato. E ha vinto il partito di Grillo, almeno al referendum. Adesso il populismo può dilagare…»

Lorenzo Battiglia