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Attualità  

L’anti americanismo e le ricadute sull’Europa

L’anti americanismo e le ricadute sull’Europa

Il crescente antiamericanismo europeo mette a rischio l’alleanza atlantica, minacciando di spingere l’Europa verso pericolose derive autoritarie.

Storicamente l’Italia ha avuto due punti cardini nella gestione della politica estera. Due perni che hanno, del resto, caratterizzato il nostro paese dal secondo dopoguerra in poi. E cioè, da un lato un convinto e consapevole europeismo e, dall’altro, un’altrettanta convinta vocazione atlantica. La cosiddetta alleanza euroatlantica meglio conosciuta come alleanza occidentale. Che, detto con parole semplici, significa amicizia e collaborazione stretta con gli Stati Uniti d’America. Una linea, questa, che è stato il filo rosso che ha unito i governi democristiani dal 1946 in poi e che, seppur con minor autorevolezza e capacità, ha contraddistinto anche la strategia degli esecutivi che sono nati dopo il decollo della cosiddetta seconda repubblica.

Ora, e senza scandagliare le evidenti e persin plateali contraddizioni che hanno segnato alcuni governi in questi ultimi lustri, non c’è alcun dubbio che l’europeismo e l’atlantismo hanno continuato ad essere le stelle polari dei governi democratici e di coalizione nel nostro paese. Tanto nel centro sinistra quanto nei governi di centro destra o negli stessi governi tecnici.

Adesso, però, dobbiamo fare i conti con una fase storica e politica del tutto diversa rispetto ad un passato anche solo recente. Una stagione che vede proprio negli Stati Uniti d’America quasi i principali avversari dell’Europa e dei vari paesi europei. Certo, molto dipende dalla concreta gestione politica del Presidente americano. Una gestione sempre più confusa, altalenante, improvvisata e persin casuale. Una gestione che mette in difficoltà i rapporti politici, economici, diplomatici e commerciali dei singoli paesi europei con gli Stati Uniti creando le condizioni per una rottura quasi storica e politica tra i due blocchi. Una rottura che si è accresciuta e quasi consolidata sotto la gestione di Trump creando, però, un clima che può avere effetti devastanti per la stessa politica di difesa e di sicurezza dell’Europa e, di conseguenza, dei singoli paesi europei.

Ma quello che preoccupa principalmente è che una eventuale, o definitiva, rottura tra l’Europa e l’America può innescare una spirale pericolosa ed inquietante sul versante delle alleanze a livello internazionale che si vanno poi a stringere e a consolidare. E il profondo e sempre più marcato anti americanismo che si va diffondendo in Europa e specificamente nel nostro paese, se da un lato spinge i singoli paesi a rafforzare il processo dell’unità politica europea, è altrettanto vero che tutto ciò non può spingere l’Italia e altri paesi ad individuare nelle grandi potenze autocratiche, dittatoriali ed illiberali gli interlocutori privilegiati con cui dialogare e intrecciare rapporti politici stabili e solidi.

Ecco perchè il capitolo dell’anti americanismo sempre più diffuso e capillare non va affatto sottovalutato o ridimensionato. Perchè in gioco non ci sono soltanto i commenti sulle capriole e le giravolte quotidiane del presidente americano ma, semmai e al contrario, la capacità di sapere ricostruire e consolidare il progetto europeo da un lato e, dall’altro, intrecciare alleanze sul versante internazionale solide, credibili e il più possibile coerenti con i principi e i valori della nostra Carta costituzionale.

Stefania Parisi

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