A cinque mesi dalla lettera congiunta in cui la Diocesi di Pinerolo, le Diocesi della provincia di Cuneo, la Diaconia Valdese Valli e l’Associazione Provinciale Cuneese Case di Riposo comunicavano al presidente della Giunta della Regione Piemonte, Alberto Cirio la pesante crisi delle strutture per anziani e disabili a seguito dell’emergenza sanitaria.

Se “nel mese di dicembre, l’ufficio stampa della Regione Piemonte aveva comunicato l’erogazione di ristori per 40 milioni di euro a sostegno delle case di riposo”, alle parole non sono seguiti i fatti (come denunciato anche dal consigliere regionale Monica Canalis). Così l’Associazione Provinciale Cuneese Case di Riposo (rappresentata dal presidente Silvio Invernelli), le diocesi della provincia di Cuneo e di Pinerolo (rappresentate dai vescovi Marco Brunetti, Piero Delbosco, Egidio Miragoli, Cristiano Bodo e Derio Olivero), la Diaconia Valdese (rappresentata da Marco Armand Hugon), Confcooperative Cuneo (rappresentata da Alessandro Durando) si sono ritrovati il 15 marzo per lanciare un nuovo appello alla Regione.

“Le residenze per anziani – si legge in apertura di comunicato – non ce la fanno più, sono in grande sofferenza e, se non si interverrà concretamente con la massima urgenza, molte di esse dovranno chiudere, con rilevanti ricadute a livello territoriale”. Tra le ragioni delle difficoltà i pesanti costi sostenuti per acquisto di dispositivi di protezione individuale, sanificazione, la riorganizzazione gestionale; l’aumento ingiustificato delle polizze assicurative, mentre si è ridotto il numero di posti letto occupati (e le conseguenti entrate). Per scongiurare il rischio di chiusure la lettera chiede che “vengano presi provvedimenti tempestivi e adeguati per far fonte alla grave crisi che vede coinvolte le case di riposo” che solo nella province di Cuneo e nel Pinerolese contano circa 4600 posti letto accreditati e impiegano circa 3000 lavoratori.

Maggiori approfondimenti nello Speciale Anziani sul giornale in uscita sabato 27 marzo